C'era un gruppo di ragazzi "speciali".
La stampa sportiva li chiamava "i ragazzi di Panichelli", a sottolineare che quel gruppo era in realtà una Grande Famiglia. Una Famiglia che nel Presidente e nel suo Maestro aveva sempre i punti di riferimento ed aveva fatto dei principi del "Ju-Do" la propria disciplina di vita. Uno dei Maestri, Sojiro Kikugawa (1964-1967), era solito ripetere questo koan "La vostra vita deve essere per ora nel Judo. Il Judo vi sarà poi utile per la vita".
Gareggiare contro di loro non era impresa facile: la sconfitta non era affatto disonorevole, la vittoria era una impresa che poteva essere giustamente vantata. La nazionale maggiore veniva talvolta ad allenarsi proprio sul tatami della Fiamma Yamato a dimostrazione che, oltre alla "Quantità" c'era anche tanta "Qualità".
L'impegno ed i sacrifici per arrivare a questo livello di eccellenza sono mirabilmente descritti da Tullio Carmeni, il primo di questi ragazzi "speciali". Dai suoi ricordi emergono spaccati di vita oggi inconcepibili: la prima materassina, la doccia, le trasferte, etc.. Bruno Giovannini fornisce un bel quadro di un allenamento standard, ma quanti allenamenti "fuori-standard" abbiamo vissuto? E poi, come dovevano essere ottenute le vittorie secondo la mentalità del Maestro? Quante cose "particolari" abbiamo visto e vissuto noi "Ragazzi di Panichelli"!
Insomma ......, come ho già detto in altra parte del sito:
"Abbiamo vissuto e visto cose, noi della Fiamma Yamato, che nessun altro judoka ha mai sperimentato. Ora non vorremmo che tutte queste cose andassero perdute nel tempo come lacrime nella pioggia".
La TERZA MOTIVAZIONE della realizzazione di questo sito è quella di mantenere vivo lo "Spirito" che ha animato la Grande Famiglia della Fiamma Yamato nella speranza di radunare ancora e di dar voce a tutti i suoi figli.