A N N U N C I O N. 1 -------- 12 Luglio 2011 -------------------------------------Morte di Enrico GuadagniMartedì 12 Luglio 2011 il nostro amico Enrico Guadagni è ritornato alla casa del Padre (Fig.1).
Il piacere di averlo incontrato un paio di mesi fa
(vedi dettagli), dopo tanti anni di silenzio, è stato cancellato da questo ineluttabile evento.
Le esequie si sono svolte a Latina giovedì 14 Luglio. Erano presenti, in rappresentanza della ex Fiamma Yamato, i suoi amici e compagni di squadra Tullio Carmeni, Alfredo Monti ed Edoardo Pone.
Ai suoi figli, nipoti e parenti tutti giungano i segni del nostro più vivo cordoglio.
Le parole non detteCaro Enrico, nel tracciare un breve profilo della tua vita sportiva molte parole non sono state dette perchè soffocate dall'emozione.
Caro Enrico, quelle parole non dette, le più belle, le conserviamo però gelosamente nel cuore insieme al tuo ricordo.
Edoardo Pone
Il ricordo dei primi anni della Fiamma Bruno BertoccoEnrico è stato il punto di riferimento sportivo dei miei primi anni di Judo (1955-1960).
Vederlo sul tatami durante gli allenamenti e doverne subire le sue proiezioni, eseguite con una sorprendente destrezza, era per me uno stimolo che mi spingeva ad allenamenti sempre più intensi al fine di poterlo affrontare nelle migliori condizioni. C'era però sempre un qualcosa in più dalla parte di Enrico. Forse dipendeva dalla sua maggiore intelligenza, dalla capacità di risparmiare le energie ed usarle al momento giusto, dal temperamento che non conosceva la sconfitta. Oppure sarà stata la sua goliardica allegria, insomma, nei primi anni di attività agonistica di Judo della famosa Fiamma "Bruno Bertocco" l'incontrastato numero uno era soltanto lui: Enrico Guadagni.
Tullio Carmeni
Alcuni episodi di sportÈ con tutto l'affetto che rivolgo l'ultimo saluto ad un grande uomo e ad un grande amico.
Enrico, eri il nostro Capitano, non dimenticherò mai il giorno in cui vincemmo il Titolo Italiano a Squadre e tu eri prodigo di consigli prima del combattimento. Con il tuo aiuto ci hai portato alla vittoria.
Ricordo sempre le trasferte con la tua Fiat Bianchina, quando in viaggio, per non fermarti, mi facevi fare la pipì in una bottiglia, per arrivare prima nella città dove si svolgeva la gara.
E quella volta a Udine, mentre faceva un caldo tremendo, mi dicesti di fare una doccia fredda e mettermi a letto senza asciugarmi. Così la facemmo tutti e due.
Di ricordi ce ne sono molti ma mi limito a citare solo questi.
Sei stato un vero amico ed un compagno di avventura. Grazie. Resterai sempre nel mio cuore. Credo che nell'alto dei Cieli stenderai una mano per darci ancora il tuo affetto e la tua amicizia.
Cesare Salustri (Roma, 27 Luglio 2011)