Carmeni Bruno - 1961: 1mo Titolo Italiano

 
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  4. Carmeni Bruno - 1961: 1mo Titolo Italiano
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n. 0 - 04/07/2007 - autore B. Carmeni
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La mia tessera societaria ha il n. 640.

Dal 27 aprile al 9 maggio vengo convocato per un raduno Collegiale della Nazionale presso la Scuola Allievi Guardie di Polizia a Nettuno.

Al Campionato Regionale Laziale Cinture Nere svoltosi a Roma il 27 maggio parteciparono 8 atleti nella mia categoria di peso (kg. 68) e mi laureai Campione Regionale battendo in finale Luzzi Rodolfo. Lo stesso giorno si svolse il Campionato Regionale Laziale Assoluto, inteso senza distinzione di peso corporeo (non esisteva distinzione per fascia di età). Si iscrissero otto atleti e battei gli atleti delle Fiamme Oro, nell'ordine: Guerriero Giuseppe, Antonicelli Antonio e De Luca Antonio, diventando Campione Regionale Assoluto.

Come dissi incominciavo ad ingranare e cadde su di me l'attenzione dell'Ufficiale a capo del Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro, al quale espressi il desiderio di essere arruolato. Nel giro di pochi giorni, a giugno, fui trasferito dalla Fiamma Yamato di Roma alle Fiamme Oro di Nettuno, dove effettuai il servizio di leva (18 mesi). Andando come volontario (avevo 20 anni) in questo corpo specializzato ebbi due vantaggi. Il primo di avere il Maestro Otani come tecnico fisso (lui insegnava in questo Centro Sportivo Militare); secondo potei intensificare i miei allenamenti. Di fatti la mattina andavo in spiaggia per fare della corsa ed esercizi vari, il pomeriggio due ore di randori alla presenza del Maestro Otani e, la sera, andavo a dormire distrutto. Più di una volta mi addormentai sudato sulla rete del letto appoggiando la schiena e la testa sul "cubo", cioè il materasso piegato in due e coperto.

Questo maggiore allenamento produsse i suoi effetti l'11 giugno al Campionato Nazionale Cinture Nere di Perugia. Nella mia categoria (kg. 68) si qualificarono i migliori dieci atleti d'Italia e riuscii a marcare ippon a Bertoluzzi delle Fiamme Oro Milano, Pazzaglia del Felsineo Bologna ed in finale Stefano Gamba del Doyukai Torino. Mi laureai Campione Italiano e fui promosso 2do dan, come previsto dal regolamento FIAP.

Ma non è tutto! Il pomeriggio dello stesso giorno si svolse il Campionato Nazionale Assoluto, cioè senza distinzione di peso corporeo. Cerano 26 atleti di cui il più leggero era il sottoscritto. Battei i seguenti judoka, oltretutto anche loro delle Fiamme Oro di Nettuno: per decisione Golino, per ippon Marcotulli e Antonicelli, per decisione Salesio. Chi potevo mai incontrare in finale? Nicola Tempesta (allora sui kg. 120). Fui sconfitto dopo circa un minuto e mezzo per sasae-tsuri-komi-ashi. Fui super contento in quanto vinsi la medaglia d'argento, ma non fui promosso di cintura dalla FIAP in quanto conquistai il secondo dan nella mattinata. Non mi interessò più di tanto in quanto ero felicissimo dell'impresa; non credo che esista nella storia del judo italiano un altro peso leggero che abbiamo ottenuto a due campionati italiani svoltisi nello stesso giorno, una medaglia d'oro nella categoria di peso ed una d'argento negli assoluti. Per completare la mia felicità la "Gazzetta dello Sport" mi consegnò una coppa quale migliore atleta di questi campionati nazionali assoluti.

L'affermazione mi fruttò due convocazioni per i due Collegiali della Nazionale in preparazione dei Mondiali di Parigi che si svolsero al Villaggio Olimpico dell'Acquacetosa a Roma

Dopo la pausa estiva, il 28 e 29 ottobre a Nettuno si svolse il Campionato Nazionale di Società, in verità un doppione del Campionato Italiano di categoria. Assomiglia molto agli attuali campionati nazionali di categoria e agli assoluti. Con la sola differenza che oggi non vi è distinzione di fascia d'età agli assoluti. Non dimentichiamo che in tempi più recenti ai Campionati Italiani Assoluti si qualificavano anche gli Esordienti che si classificavano ai primi posti del Campionato Nazionale a loro riservato.

Vorrei raccontare un episodio che mi segnò così tanto di averlo ancora oggi presente.
Al comando della Compagnia Atleti di Nettuno arrivò l'allora Capitano Zamagna e lì iniziarono le incompatibilità di carattere tra di noi. Qualche giorno prima di questo Campionato mi mandò a chiamare e mi minacciò che qualora avessi incontrato mio fratello (gareggiavamo nella stessa categoria di peso, kg. 68) e lui si sarebbe accorto di un mio accenno a favorirlo avrebbe trovato il sistema di affibbiarmi la cella di rigore. Un comune amico riferì il fatto a mio fratello e quest'ultimo affermò "Se vuole vincere dovrà impegnarsi molto, io non faccio favoritismi!". Si può immaginare con quale tranquillità d'animo affrontai la gara. Nella mia categoria di peso si iscrissero 17 atleti. Nel mio girone battei Rizzo Armando (non ricordo di che società fosse) e poi....Tullio Carmeni. Ironia della sorte. Memore di quanto affermato dal capitano a dallo stesso Tullio non mi rimase che mettercela tutta e....vinsi! All'assegnazione da parte dell'arbitro della mia vittoria, Tullio si mise a piangere, gli andai incontro lo abbracciai e piansi anch'io, Il presidente di giuria, Betti Berutto si mise a piangere, lo stesso alcuni arbitri e gente del pubblico. Una cosa del genere credo non si sia mai verificata nel mondo judoistico italiano!!! In finale mi scontrai con l'amico d'arme Frattarolo Flavio che battei per wazaari, e mi fu assegnato il titolo di Campione Italiano.

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Fig. 1 - Il M° Ken Otani. e Carmeni Bruno.
Referenze
  1. Carmeni Bruno (1974) "Albo d'Oro dell'attività di Judo - 1955-1966"; Documento Privato; Distribuzione riservata
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