PROSPETTIVE DEL JUDO AZZURRO PER LE OLIMPIADI DI TOKYODUE MEDAGLIE D' ARGENTO CONQUISTATE AGLI EUROPEI DI GINEVRANicola Tempesta 4° Dan e Bruno Carmeni 2° DanA Ginevra ci vanno tutti, così quest'anno ci siamo andati anche noi judoisti e più che mai abbiamo sentito l'atmosfera internazionale, universale che aleggia in questa piccola magnifica città universale.
Le bandiere dei 21 paesi aderenti all'Unione Europea di Judo svettavano all'ingresso imponente del Palazzo del Ghiaccio con piacevole anacronismo di colori, creando una calda atmosfera di festa.
178 gli atleti iscritti alle varie gare, che rappresentavano ben 18 paesi ed il meglio del Judo europeo. Molti vecchi nomi, molte glorie del judo internazionale, moltissimi nomi nuovi e nel tutto, le solite speranze, i soliti timori, la solita preoccupazione.
Tengo a puntualizzare che comunque noi italiani in questa ridda di gare, nazioni ed atleti, abbiamo onestamente partecipato a 4 competizioni, quelle classiche degli amatori e con soli 9 atleti abbiamo guadagnato due medaglie d'argento ed il diritto di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo.
CAMPIONATO A SQUADRE
1 - Italia batte Spagna
2 - Belgio batte Italia
La formazione della squadra italiana era composta da :
Peloso Giancarlo,
Carmeni Tullio, Giraldi Franco, Barioli Cesare, Tempesta Nicola, Zanchetta Gino.
La vittoria del Campionato Europeo a Squadre è andata alla U.R.S.S., 2° la Germania Ovest, 3° la Francia e 4° il Belgio
CAMPIONATO INDIVIDUALE SENIORES - PESI LEGGERI
1° - Bourreau (Francia)
2° - Carmeni Bruno (Italia)3° - Okroy (Polonia)
3° - Zotter (Germania Ovest)
Intervistato il dott. Genolini sugli Europei di Judo da Emilio Duranti"POTEVA ANDARE ANCORA MEGLIO"Quando si parla di Judo in Italia - più esattamente a Roma - è inevitabile pensare al dott. Maurizio Genolini, Presidente della Commissione Tecnica per il Judo, in quanto il suo nome è strettamente legato allo sviluppo di questa interessante, anzi affascinante, disciplina. Il Judo italiano, infatti deve essere grato a Genolini, il quale, non badando a sacrifici, nel dopoguerra è riuscito a dare grande impulso a quello sport, largamente praticato dai figli del Sol Levante e di cui egli, Maurizio Genolini, è un vero "patito". Quale occasione migliore, dunque, per sentire dalla sua viva voce il comportamento degli azzurri ai recenti campionati europei di Ginevra? Quale occasione migliore per avere un suo giudizio sull'importante rassegna tanto più che - come è noto - per la prima volta il Judo è stato ammesso alle Olimpiadi di Tokyo?
Indaffarato com'è , non è stato facile "agganciare" Genolini. Lo abbiamo avvicinato non appena tornato da Nettuno (dove ha sede la Scuola di P.S.); vi si era recato insieme all'allenatore federale Ken Otani - eccellente preparatore degli azzurri, i quali molto debbono al tecnico giapponese - per assistere ad una riunione.
Vuole dirci le sue impressioni sugli "europei" ? - Abbiamo chiesto a Genolini -
"Ai Campionati hanno partecipato 198 atleti in rappresentanza di 21 nazioni: circa 70 i professionisti, dilettanti gli altri. Tutti i paesi hanno compiuto enormi progressi. Ciò va messo in relazione con i Giochi di Tokyo. Le varie federazioni hanno adottato lo stesso criterio del CONI. I primi tre classificati di ogni categoria, cioè, saranno inclusi nella squadra nazionale che parteciperà alle Olimpiadi.
Quali le squadre più agguerrite che si sono distinte a Ginevra?
"La Francia e la Germania Ovest hanno indubbiamente presentato compagini più omogenee e ad altissimo livello tecnico".
E i judoisti sovietici?
"Anch'essi sono in sensibile progresso. Prima lottavano più di forza che di abilità, mentre adesso uniscono anche la tecnica. E' chiaro che anche in Russia si è guardato agli "europei" in funzione delle Olimpiadi".
Dai campionati europei avvenuti lo scorso anno ad Essen, gli azzurri hanno o no migliorato le loro posizioni?
"Le hanno senz'altro migliorate. Mentre ad Essen non conquistammo medaglie, siamo tornati da Ginevra con due medaglie d'argento, grazie ai secondi posti brillantemente conquistate da
Bruno Carmeni e da Nicola Tempesta, rispettivamente nei pesi leggeri e negli assoluti. Nella prima di tali categorie, trentatre sono stati i concorrenti, mentre nell'altra ventinove. Nonostante il notevole numero ed il valore degli avversari, i due azzurri si sono ottimamente comportati, anzi....."
Anzi che cosa?
"Poteva andare meglio. Ci sono sfuggite dalle mani due medaglie d'oro".
Il motivo?
"Tempesta è stato squalificato nell'incontro con il tedesco Snitz".
Per quale ragione?
"Ha fratturato l'avambraccio sinistro dell'avversario. Si è trattato di un vero e proprio infortunio, dovuto evidentemente alla foga combattiva".
E Carmeni ?
"Ha subito un richiamo ufficiale nel match che l'opponeva al francese Dedé (il judoista transalpino è simpaticamente noto con questo appellativo). Ma recriminare non giova e le cose vanno prese per quel che sono".
Il dott. Genolini ci ha parlato poi delle accoglienze ricevute che sono state ottime; che l'organizzazione è stata perfetta sotto ogni punto di vista e che il Palazzo era gremito in ogni ordine di posti.
Rivista "ATLETICA PESANTE" N° 120 - Maggio 1963.
Articolo firmato da Maurizio Genolini / Emilio Duranti
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