La Religione del Tenrikyo

 
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n. 0 - 15/10/2009 - autore B. Carmeni
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Prima di proseguire con la nostra visita ai vari Tenri Judo sparsi nei vari Stati del mondo sarà bene chiarire alcuni punti.
Ormai è noto che ho passato due anni da studente presso l'università di Tenri (Nara - Giappone), grazie ad una borsa di studio che il Maestro Noritomo Ken Otani (9°dan) mi fece mettere a disposizione per frequentare i corsi universitari di lingua giapponese, ma anche per la pratica di questa disciplina. Il tutto si è svolto dopo la mia partecipazione come atleta all'Olimpiade di Tokyo 1964 (prima apparizione del judo ai Giochi Olimpici).
Ma chi mise a disposizione questa borsa di studio? Fu il secondo Papa della religione del Tenrikyo, iI 2° Shimbashira Shozen Nakayama (1905-1969). Tenri, che si trova a 15 minuti di macchina dalla famosa città di Nara, ha preso il nome da questa fede moderna. La maggioranza degli italiani pensano che Tenri sia il nome di un Judo Club in realtà è una religione nota in tutto il mondo. Tuttavia la città di Tenri è famosa anche per la sua università di cui il settore judo è molto forte, viene definita la fucina dei campioni, grazie all'insegnamento del compianto Maestro Yasuichi Matsumoto (9° dan) vincitore del 1° Campionato Giapponese di judo (1948). Attualmente il professore di judo è il maestro Fuji (ha vinto per 4 volte consecutive il campionato del mondo). La religione del Tenrikyo nasce nel lontano 1838 nel paese di Tambaichi. I sindaci di vari paesi decisero di unificarsi ed assumere il nome Tenri derivante dalla religione del Tenrikyo, ma il secondo Shimbashira non era d'accordo nel mischiare le due cose. La volontà del popolo prevalse è così divenne la città di Tenri.
Questa nuova religione è riconosciuta universalmente tanto è vero che il suo rappresentante ufficiale ha partecipato nella città di Assisi all'incontro di tutte le religioni iniziata durante il pontificato di Giovanni Paolo II ed in tutte quelle successive sino ad oggi. Il secondo Shimbashira ha portato avanti diversi grandi progetti: per esempio fondò una casa editrice, la scuola di lingue, la biblioteca più grande dell'Estremo Oriente, il museo, l'università e tra le altre cose l'ospedale più grande dell'Estremo Oriente. Quale studioso, si è occupato anche della ricerca teologica. Era noto come grande amico degli sport e praticante il judo. Il 2° Shimbashira, Shozen Nakayama, inizia la pratica del judo ai primi del ‘900; nel 1961 riceve l'8° dan per la sua passione e per la divulgazione del judo nel mondo, Il 16 novembre del 1968 a Tokyo il presidente del Kodokan, Risei Kano, gli conferisce il 9° dan. Vi sono varie foto che lo ritraggono mentre esegue delle tecniche. Amava anche altri tipi di sport quali il rugby, il nuoto e lo sci. Sosteneva che lo sport era una possibilità per ringraziare Dio il quale ci aveva affidato il corpo in prestito. Si dedicò a questo mondo ricoprendo vari incarichi tra cui capo dell'Associazione Sportiva Giapponese, Consigliere della Federazione Nuoto Giapponese, Consigliere Federale della Federazione Giapponese di judo. È questa la motivazione per cui nel college di Tenri vengono praticati la maggioranza degli sport. Ma solo pochi sono a conoscenza del suo contributo per la diffusione del judo come del suo impegno per farlo accettare quale disciplina ufficiale ai Giochi Olimpici di Tokyo 1964. Il signor Masaru Hayakawa (allora capo della Federazione Giapponese Judo Universitario) in un articolo apparso nel 1968 nella rivista "Nichinotomo" scrisse quanto segue nel luglio del 1962 il Comitato Olimpico Giapponese in preparazione dell'Assemblea Generale del CIO ad Atene, il capo Shigeo Nakano disse: "il mondo del judo deve adoperarsi al meglio affinché questo sport venga incluso nei Giochi, pertanto propongo quali nostri delegati il signor Shozen Nakayama ed il signor Hayakawa da mandare ad Atene". Durante l'Assemblea Generale del CIO si doveva prendere la decisione finale inerente alle nuove discipline Olimpiche di Tokyo. Il Sig. Nakayama e l'allora Presidente del CIO Avery Brundage erano vecchi conoscenti in quanto entrambi collezionisti di antichità. Il signor Nakayama non parlò solamente con Brundage, ma con tutti gli altri membri del CIO e cercò di convincerli affinché il judo venisse accettato come disciplina Olimpica. La notte prima dell'ultimo giorno nel quale venivano decise quale discipline accettare s'incontrò di nuovo con Brundage e promosse ancora un'ultima volta la causa del judo. Quando il sig. Nakayama ci raggiunse nella camera d'albergo ci disse: "l'ho pregato ancora una volta. Credo che le nostre probabilità siano molte buone." Allora gli chiesi: "come lo avete pregato?" rispose: "Gli ho semplicemente detto AIUTAMI PER IL JUDO. Il giorno seguente venne reso noto l'esito della votazione: Il judo venne votato quale disciplina Olimpica! Questa notizia ci giunse in albergo tramite un giornalista giapponese così nella stanza si scatenò un urlo di gioia. Proprio Shozen Nakayama, che amava profondamente il judo e che si augurava di tutto cuore che venisse promosso in tutto il mondo poteva raggiungere una tale meta. Shimbashira disse: "nel mondo dello sport non vi sono confini di Stato, lo sport è un'ottima lingua per la comprensione internazionale". Basandosi sulle sue ricche esperienze sognava di poter promuovere tramite questa disciplina i rapporti di amicizia internazionali. Il Tenrikyo cerca sempre di ricordare che la vita gioiosa promossa tramite il loro insegnamento fa si che tutti gli esseri umani sono fratelli e che diventi realtà in tutto il mondo. E se pensiamo che lo spirito del judo sta nel migliore impiego del corpo e dello spirito "seryoku zenyo", e nell'aiuto e comprensione reciproca nel miglioramento del benessere "Jita kyoei" allora il significato del judo per la vita gioiosa si chiarisce da solo. Dopo i Giochi, occasione dell'incontro Giappone - Resto del Mondo che ha avuto luogo a Tenri il 27 ottobre 1964 (al quale ha preso parte il sottoscritto) il secondo Shimbashira nel discorso d'apertura disse quanto segue: "in ricordo dei Giochi di Tokyo oggi ha luogo un incontro di judo internazionale a Tenri. Sono molto contento che i circa 40 judoka di 10 nazioni che hanno partecipato alle Olimpiadi siano qui riuniti. Spero che tutti voi possiate cogliere questa occasione oggi quale scambio internazionale amichevole concentrandovi al massimo sulla tecnica eccezionale del judo, che avete portato avanti sino ad oggi. Questo sport si è sviluppato partendo dal Giappone per diventare un'attività internazionale. Per poter assaporare veramente il judo e per poter promuovere i rapporti amichevoli fra di voi è importante che non pensiate tanto a quale nazione appartenete ma dovete concentrarvi soltanto nella tecnica del judo..." da questo saluto di apertura si può riconoscere che era un desiderio del secondo Shimbashira di avvicinarsi alla vita gioiosa anche tramite la pratica sportiva. Fu proprio in questa occasione che mi fece dono di una ciotola d'argento con la scritta e data dei Giochi Olimpici di Tokyo '64 e dell'incontro Internazionale di Tenri. All'interno è rappresentato il Sol Levante con la sagoma del Giappone. Inoltre mi diede la riproduzione della chiesa madre del Tenrikyo, una scultura in legno curata nei minimi particolari. Queste due cose, assieme a tante foto, le custodisco gelosamente. Sono immensamente grato al suo insegnamento ed al Tenrikyo non solamente per avermi dato la possibilità di studiare la lingua e di approfondire la pratica del judo, ma soprattutto agli insegnamenti di vita che mi hanno fatto più uomo e cosciente della nostra missione durante tutta l'esistenza. Vi ho informato di questo prima di affrontare i miei viaggi di "ritorno" al Tenri Judo sparsi per il mondo. È una sorta di pellegrinaggio di ringraziamento al Tenrikyo e ritornare quanto appreso.

Foto 1: Carmeni Bruno, Geesink, 2° Shimbashira e Tempesta.
Foto 2: il 2° Shimbashira con Brundage.
Foto 3: Shozen Nakayama mentre esegue kesa gatame.
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