Oramai la nostra escursione a S. Francisco si è quasi conclusa per affrontare un lungo viaggio alle Hawaii.
Ma rimaneva ancora una cosa molto importante da fare in questa città: andare a rendere omaggio all'ultima allieva vivente di Jigoro Kano shihan, la veneranda e illustre signora Keiko Fukuda (nata il 12 aprile 1913 a Tokyo). All'età di 96anni ancora insegna nella sua palestra nel quartiere Castro di S. Francisco. Il suo dojo è il Joshi Judo, cioè insegna solamente i kata e la difesa personale alle donne. Ma andiamo per ordine.
Leggendo la storia di Kano shihan quando in giovane età affrontò lo studio del jujutsu, avrete letto che il suo primo maestro fu Hachinosuke Fukuda. Con l'entrata del Giappone nell'era moderna tutto ciò che apparteneva al passato veniva aborrito. Così anche le scuole delle varie arti marziali conobbero un lungo periodo di decadenza, quelle poche esistenti non avevano allievi quindi gli insegnanti si dedicavano al Seifukujutsu; questa arte si divide in due rami: il satsuho che è l'arte di proiettare l'avversario ed il katsuho che è il metodo per far rinvenire l'avversario, quest'ultimo sistema è diventato il judo seifukujutsu, cioè una tecnica manuale per sistemare e curare fratture e lussazioni. La caratteristica del judo seifukujutsu non si basa unicamente sulle tecniche tradizionali definite sekkotsu che traggono origine dal jujitsu nell'era Edo, ma anche sulla medicina moderna (chiropratica).
Fukuda Hachinosuke Minamoto no Masanori iniziò lo studio del jujutsu nella scuola di Okuyama Nen Ryu. Più tardi studiò il Kiraku Ryu in cui eccelleva a tal punto che nessuno riusciva a batterlo. Da giovanotto si spostò a Edo (l'attuale Tokyo) e divenne allievo di Masatomo Iso, il maestro del Tenshin Shinyo Ryu. Questo sistema di jujutsu poneva l'accento sugli atemi (il colpire alcuni punti anatomici) e sulle tecniche al suolo. Kano shihan capitò nella scuola di Fukuda di cui divenne allievo. Nel 1879 Fukuda partecipò ad una dimostrazione di jujutsu per il 18° Presidente degli Stati Uniti, Ulysses S. Grant. Masatomo Iso e Hachinosuke Fukuda eseguirono il kata, mentre i giovani Jigoro Kano e Ryusaku Godai si esibirono nel Randori. Fukuda morì nel 1880. 34anni più tardi, sua nipote, Keiko Fukuda, iniziò la pratica del judo a 21 anni (1934) sotto la supervisione dell'allievo di suo padre, Kano shihan. La Fukuda afferma: mia madre mi portò al Kodokan per vedere una dimostrazione di judo, e mi ricordo che vedevo queste donne volare. A casa, le donne erano sempre in ginocchio, ma a mia nonna non era stato mai permesso fare quei movimenti tipici del judo. Non avevo mai visto una cosa del genere prima. Quando raggiunse l'età per sposarsi gli fù organizzato un matrimonio tra lei ed un judoka di alto livello. Keiko incontrò il suo futuro marito, ma quando scoprì che sposarlo significava rinunciare alle arti marziali, declinò l'offerta diplomaticamente e più tardi giustificò così la rinuncia: il judo è a senso unico, un ragazzo significava divedersi tra lui ed il judo. La cosa era troppo difficile, inoltre non ero intenzionata a sposarmi. Nel 1937 venne promossa terzo dan e nominata istruttore della sezione Joshi Bun, sezione femminile del Kodokan. Keiko divenne l'autorità di spicco nel campo dei kata e pubblicò il suo primo libro per sole donne intitolato "Nata sul Tatami", testo molto raro e quindi costoso. Ha pubblicato un secondo testo "ju no kata". Durante la sua infanzia ha studiato la musica e l'arte della disposizione dei fiori Ikebana, inoltre ha studiato la cerimonia del tè ocha no mizu e l'arte della calligrafia Shodo, ma i genitori non gli diedero mai l'autorizzazione di dedicarsi anche all'agonismo. La Federazione Americana di Judo le ha conferito il 9° dan facendone la judoka con il grado più alto al mondo ed una dei pochi sia maschi che femmine a detenere la cintura rossa. Nel 1999 ha ricevuto i premi della scuola di karate Pinewood ed il premio di Daruma per il suo contributo nell'istruzione e nella conservazione delle arti marziali. Keiko Fukuda ha creato la Fondazione Fukuda in collaborazione con la Federazione Judo USA. Ogni anno viene consegnata una borsa di studio alla migliore judoka USA, per incoraggiare tutte le donne americane che praticano questa disciplina a continuare la loro educazione scolastica ed approfondire la ricerca del judo. Per vincere la borsa di studio bisogna essere una judoka ancora in attività ed essere una tesserata della Federazione Americana di Judo (USJF); avere 16 anni ed essere in possesso almeno del 1° dan. Nel 1990 il rappresentante del governo giapponese organizzò a S. Francisco una serata di gala in suo onore per consegnargli "l'Ordine del Tesoro Sacro, Raggi d'Oro con Rosette" ed una medaglia mista d'argento e oro tempestata di ceramica rosso rubino, oltre un attestato firmato dal Primo Ministro del Giappone. Tale onorificenza è una delle più prestigiose tra quelle che vengono attribuite alle persone oltre i 70anni. Keiko Fukuda oggi rappresenta la congiunzione tra il passato ed il presente del judo internazionale, è la leggenda vivente del judo, potevamo mai rinunciare ad incontrarla? Certamente no!
Così tramite una judoka amica di entrambi siamo riusciti ad avere l'onore di frequentare, seppure per una sera, il suo dojo. Così la sera del 6 agosto del 2009 io e Aida ci presentammo al dojo Joshi Judo dove insegna. L'ingresso molto stretto (3mx6m) con il tatami rialzato da terra e con un'estensione di 6mx8m circa. 8 donne stavano praticando il ju no kata; entrando la vedemmo seduta da una parte del tatami nel suo judogi bianco con la cintura rossa, era intenta ad osservare e correggere l'esecuzione delle ragazze. Ci presentammo e dopo una breve conversazione in giapponese ci invitò a cambiarci. Lo spogliatoio è costituito da un piccolo spazio in fondo sulla destra del tatami e la posta è costituita da una tenda. Una volta sul tatami ci avvicinammo e lei mi invitò a dirigere la ginnastica e di fare eseguire le cadute. Alla fine sapendo che la sua specialità è il ju no kata le chiesi: sensei, mi può insegnare il ju no kata? Ella chiamò la sua allieva più brava e disse: vediamo come se la cava nella parte di uke nel primo gruppo! Mi sentivo come quando mossi i primi passi sul tatami, con estrema umiltà affrontai l'esecuzione. A circa metà della prova mi corresse la posizione delle mani ed i passi. Terminata questa prima parte mi chiamò e disse: sensei Bruno, lei ha già eseguito questo kata! risposi di si ma desideravo il suo parere. Al termine le chiesi se era possibile fare una foto con le sue allieve, mi rispose gentilmente di si. Scesi dal tatami organizzò nel ristretto spazio dell'ingresso un piccolo party in nostro onore a base di biscotti e tè e bibite. Alla fine s'infilò un cappotto sopra il judogi, si mise una sciarpa attorno al collo e la sua più fedele allieva, come tutte le sere, l'accompagnò in macchina sino alla sua abitazione. Così si è concluso l'incontro con colei che rappresenta un pezzo di storia del judo.
