Il primo di luglio 2009, io e Aida, siamo stati a Rio de Janeiro. In questa città siamo stati all'Accademia di Judo Mehdi.
L'insegnante è Kastriot George Mehdi (9° dan di judo), nominativo pressoché sconosciuto alla maggioranza degli italiani. Ma per quale motivo vi scrivo di lui?
Nel 1949 Kastriot George Mehdi, nato nella costa sud della Francia, vicino a Cannes, arrivò a Rio de Janeiro per una vacanza, ma fu talmente entusiasta del posto che decise di rimanere in Brasile. George ha iniziato la pratica del judo in Francia, e desideroso di continuarlo visitò diversi dojo e si accorse che praticavano poco judo ma molto jujitsu, quindi decise di recarsi nella città di San Paolo dove esiste la più grande comunità giapponese di tutto il mondo.
Fu un atleta di successo dominando i Campionati Nazionali Brasiliani per diversi anni. Un giorno entrò a fare parte dell'Accademia di Carlos e Helio Gracie. Carlos, Helios, Robson, Carlson e gli altri istruttori dell'Accademia sottolineavano l'importanza del lavoro a terra in quanto sostenevano che era più efficace e realistico. Inoltre in caso di un'aggressione oppure in una situazione di difesa personale il sistema dei Gracie era basato su questi 4 punti:
1) Un aggressore più robusto;
2) Si è aggrediti improvvisamente;
3) L'aggredito probabilmente si raggomitola per evitare ulteriori colpi;
4) Prima o poi uno o entrambi sarebbero caduti a terra.
Mehdi non condividendo la loro ottica di pratica abbandonò l'Accademia dei Gracie e se ne andò in Giappone subito dopo l'occupazione americana (1952). Ebbe tra i vari maestri anche Mashiko Kimura. Nel 1964 si presentò e frequentò gli allenamenti presso il Tenri dojo (Nara). Fu proprio nel 1965 che io e George Mehdi ci incontrammo nel Tenridojo. Facemmo subito amicizia e ci frequentammo con una certa assiduità dividendo le nostre emozioni, sofferenze di allenamento ma anche la gioia di aver incontrato un altro europeo. Gli europei a Tenri, a quei tempi erano solamente due inglesi e due francesi, ma non legammo molto. George rimase per un breve periodo e non sono mai riuscito a capire se lasciò il Giappone oppure si trasferì in un'altra località.
Nel 1978 in qualità di allenatore della Nazionale Universitaria mi recai a Rio per i Campionati Mondiali e lì ebbi il piacere di rivedere il "vecchio" amico. Fu molto gentile ed ospitale e ci indicò anche un dojo dove la Nazionale avrebbe potuto svolgere degli allenamenti. Il giorno della partenza mi regalò delle pietre preziose (il Brasile è uno dei Paesi con maggiore produzione di queste pietre) che ancora conservo.
Sono stato diverse volte a Rio de Janeiro negli anni anche più recenti ma dell'amico Kastriot nessuno mi sapeva dare notizie o per lo più erano molto vaghe. Non sapevo spiegarmi questo senso di omertà nei suoi confronti, arrivai persino a pensare che fosse morto.
Così il primo luglio del 2009 nel girovagare per Ipanema ecco che noto una iscrizione sulla facciata di un palazzo "Mehdi Judo", ma era chiusa. Il giorno dopo telefono al numero che mi indicarono e feci in tempo a dire"ciao George" che dall'altro capo mi sentii rispondere "Bruno Carmeni! Dove sei?" la sera mi sentii un po' emozionato nell'entrare in questa palestra, ma ripresomi rividi l'amico di altri tempi. Andammo a cena assieme alla sua famiglia durante la quale ricordammo i tempi passati.
Oggi Mehdi ha circa 79 anni ed è l'unico non giapponese residente in Brasile ad avere il grado di 9° dan di judo.
Molti allievi di Helios Gracie e gli stessi nipoti di quest'ultimo sono stati allievi di George e pubblicamente gli sono riconoscenti per tutti i consigli e l'insegnamento ricevuto.
Nella sottostante foto del 1965, scattata nel Tenridojo, si riconoscono da sinistra a destra: Kim Tae medaglia d'argento alle Olimpiadi di Tokyo del 1964 - oggi ha il nome di Maestro Yamamoto ed è il professore di judo del Tenri Judo; Bruno Carmeni; George Mehdi ed il professore Koga già campione del Giappone che contrasse una malattia nel suo periodo d'insegnamento in Francia che lo costrinse a ritornare in patria. Koga fu assistente nel Tenri Judo ma non potè più praticare per via dell'infezione contratta.
