Il 16 agosto 2007 sono atterrato all'aeroporto di Nagoya. Continuando il mio viaggio a ritroso nel tempo, assieme a mia moglie Aida, sono stato a visitare la città. Nagoya è una città piena di avvenimenti storici di grande importanza che hanno aperto la strada al passaggio dall'era samuraica al Giappone moderno. Si deve allo shogun Tokugawa Ieyasu la costruzione dell'imponente castello (1610).
Nagoya è una città della regione di Chubu nell'isola di Honshu, la più grande delle isole formanti il Giappone. La città è il capoluogo della Prefettura di Aichi ed è la quarta maggiore metropoli del Sol Levante e, sul piano economico, è la terza.
In questa metropoli vi sono diverse università tra cui l'Università Imperiale, l'Università di Nanzan e tre università cattoliche; proprio per gli scambi interculturali Nagoya è gemellata con Città del Messico, Los Angeles, Sydney, Nanchino e Torino.
L'odierno rapido cambiamento della società giapponese, che si avvicina sempre maggiormente ai costumi occidentali, viene ben illustrato dalla... anguria quadrata, sì avete capito bene, ecco la foto (foto 1) a dimostrazione di quanto affermato.
Ma perché vi scrivo della città di Nagoya? Per il semplice motivo che nel lontano 1964, dopo aver partecipato in qualità di atleta alle Olimpiadi di Tokyo (prima apparizione del judo ai Giochi Olimpici), ebbi l'onore di essere scelto, in qualità di rappresentante dell'Italia, e invitato dalla Federazione Nazionale Giapponese di Judo (Kodokan) a far parte della Squadra Resto del Mondo contro la Squadra Nazionale Giapponese.
Così il 30 ottobre 1964 al Palasport della città di Nagoya salì sul tatami per affrontare i migliori atleti giapponesi. Fui sconfitto dal nipponico Furuya (foto 2) al primo incontro, all'epoca non esisteva il "recupero" né semplice né doppio.
Che il torneo fosse ad alto livello tecnico mondiale lo dimostrano gli atleti partecipanti quali Anton Geesing, Ruska, Minatoya, Kaminaga, Okano ed altri campioni oggi famosi insegnanti. In allegato la locandina in cui sono elencati i nominativi dei partecipanti nella categoria dei kg. 68. A proposito delle categorie di peso va ricordato che erano tre, cioè kg. 68, kg. 80, oltre kg. 80, a queste va aggiunta la categoria "open", cioè senza distinzione di peso corporeo.
Nell'indicare i luoghi e ricordare a mia moglie alcuni episodi dell'epoca si può immaginare quale emozione ho provato, dopo ben 43 anni!
