A tutti i convenuti porgo il mio personale benvenuto ed auguro loro una piacevole serata con la speranza che portino a lungo nella memoria e soprattutto nel cuore il ricordo di questo evento.
Questa serata ha un duplice scopo:
1 - quello di celebrare il quarantennale della vittoria della Fiamma Yamato nel Campionato Italiano di Società a Squadre del 1967;
2 - quello di riunire il maggior numero possibile di ex-atleti che hanno contribuito alla crescita ed all'affermazione della Società.
Colgo l'occasione per sottolineare che una partecipazione come quella di stasera non si era mai registrata prima, nonostante sia ormai trascorso quasi un ventennio dalla chiusura della Fiamma Yamato. Contattare tutti gli ex-atleti è stato un compito difficile che si è basato prima sulla memoria degli organizzatori e poi sulla effettiva possibilità di reperire i loro indirizzi. Siamo coscienti di non aver completamente raggiunto l'obiettivo prefissato e di questo ci scusiamo. Siamo comunque soddisfatti perché abbiamo fatto quanto era nelle nostre possibilità.
E' doveroso ricordare che l'iniziativa di questa celebrazione è partita da un gruppo di ex-atleti tra i quali desidero ricordare: Ascenzio Tarragoni, Emanuele Coglitore, Fabio Durantini, Edoardo Pone e ...... naturalmente, anche il sottoscritto che si è prodigato non poco.
Gli amici hanno accordato a me ed a Cesare Salustri il piacere ed il privilegio di condurre questa serata:
- a me in quanto primo tesserato e primo atleta "azzurro" della Società;
- a Cesare in quanto unico tesserato che abbia indossato i colori sociali per circa trenta anni, cioè a dire per quasi tutto l'arco di vita della Fiamma Yamato, precisamente dal 1957 al 1987.
Insomma, gli amici ci hanno identificato come i capisaldi estremi della gloriosa vita sportiva della Società.
Porgo a tutti voi i saluti di mio fratello Bruno e di Mario Vecchi che si rammaricano di non poter partecipare a questo evento per motivi di lavoro. Se oggi fossero stati presenti avremmo potuto ammirare il meraviglioso trittico degli atleti della Fiamma Yamato partecipanti alle Olimpiadi di Judo:
- Bruno Carmeni - Tokyo (1964);
- Luciano Di Palma - Monaco (1972);
- Mario Vecchi - Montreal (1976).
Aver partecipato con tre atleti in tre differenti Olimpiadi è un risultato eccezionale, difficilmente raggiungibile soprattutto per una Società civile a livello dilettantistico.
A questo punto desidero ricordare gli amici che non sono più con noi ma che rimangono sempre presenti nella nostra memoria:
- prima di tutti il Fondatore e Presidente della Fiamma Yamato: Giusto Panichelli;
- poi sua moglie Anna Maria Ghiraldini, che è stata sempre presente in Società avendo seguito la segreteria e l'amministrazione;
- poi i Maestri Vinicio Volpi ed Elio Paci;
- gli atleti Mauro Favorini, Roberto Pagnani, Roberto Ricozzi, Roberto Bartoli, Attilio Cubeddu, Roberto Lombardi e Stefano Muzzioli;
- tutti coloro infine che hanno fatto parte della grande famiglia della Fiamma Yamato e che ora ci guardano dall'alto.
Un momento di silenzio per onorare la loro memoria.
Riassumo ora in breve i punti salienti della storia della Fiamma Yamato.
Per maggiori informazioni rinvio infatti al sito web che l'amico Edoardo (Dino) Pone ha di recente pubblicato e di cui egli stesso vi parlerà in seguito. L'attività della Fiamma Yamato si potrebbe suddividere in tre periodi:
- nascita della Società Sportiva a Via Corvisieri n. 20, avvenuta il 21 Aprile 1955;
- trasferimento della Società Sportiva a Via Tasso n. 39, ai primi mesi del 1957, con il relativo abbandono della denominazione "Bruno Bertocco";
- successivo e definitivo trasferimento a Via Pinerolo n. 19 nell'anno 1968 sino alla chiusura dell'attività sociale avvenuta con il decesso del suo Presidente Giusto Panichelli nell' anno 1987.
I risultati sportivi ottenuti dalla Fiamma Yamato durante la sua esistenza (32 anni) sono riassunti in questi dati statistici:
- Olimpiadi - n. 3 Atleti (partecipazione);
- Mondiali - n. 2 Atleti (partecipazione);
- Europei - n. 21 Atleti (partecipazione);
- Campionati Italiani - n. 18 titoli;
- Trofei Nazionali - n. 12 vittorie;
- Campionati Regionali - n. 22 titoli.
Questi risultati rappresentano soltanto la punta dell'iceberg.
Per comprendere il ruolo della Fiamma Yamato nel panorama judoistico italiano, infatti, dovrebbero essere considerati anche tutti i piazzamenti di secondi, terzi e quarti posti ottenuti dai suoi atleti nelle competizioni individuali e a squadre nei vari campionati. Vi confesso che stiamo tentando una simile impresa e che essa ci appare quasi impossibile.
C'è poi da considerare che molti atleti di scuola Fiamma Yamato hanno ottenuto risultati di prestigio nelle società in cui si sono successivamente trasferiti. Tra questi: Rodolfo Luzzi, Alfredo Monti, Tullio Carmeni e Bruno Carmeni.
Questa sera celebriamo la vittoria della Fiamma Yamato nel Campionato Italiano di Società a Squadre del 1967.
Questa vittoria, a mio avviso, ha un significato del tutto particolare che mi accingo ad illustrare.
Il titolo italiano ottenuto con una squadra formata da cinque elementi in cinque categorie di peso diverse significa che una Società, oltre ad avere un gruppo di atleti di livello nazionale, deve anche avere una SCUOLA che produce atleti di ottimo livello. Questo è vero soprattutto se si considera che una società civile dilettantistica è costituita da atleti che provengono dal quartiere in cui ha sede o da zone limitrofe. Essa ha un ristretto bacino di selezione ed è costretta a lavorare con il solo materiale umano che volontariamente si rende disponibile. In altri termini essa deve formarsi i propri campioni.
La vittoria in questo caso è quella di una SCUOLA e non solo quella di qualche singolo campione che la legge dei grandi numeri rende talvolta disponibile. E la Fiamma Yamato è stata proprio questo: UNA GRANDE SCUOLA DI JUDO.
Come in una staffetta, in questa SCUOLA c'è stato un continuo passaggio del "testimone" tra gli atleti di diverse generazioni.
E a testimonianza della presenza di una SCUOLA di alto livello voglio che consideriate quanto segue:
1 - il valore agonistico e la competenza tecnica dei Maestri che si sono succeduti sul tatami della Fiamma Yamato. Essi, in ordine cronologico, sono stati:
- Vittorio Porceddu (1955-1956)
- Elio Paci (1957-1958) ora non c'è più
- Vinicio Volpi (1958-1960) ora non c'è più
- Noritomo Otani (consulenza dal 1958 al 1964) ora è in Giappone
- Tullio Carmeni (1961-1963)
- Sojiro Kikugawa (1964-1967) ora è in Giappone
- Masami Matsushita (1968-1974?)
- Cesare Salustri (1970-1987)
2 - che le vittorie ed i piazzamenti significativi sono stati ottenuti in ogni tipo di campionato:
- dapprima in quelli per categoria di cintura: bianche-gialle; arancioni-verdi; bleu-marroni; nere (fino all'anno 1966);
- poi in quelli per categorie di età: allievi, speranze, juniores, seniores, assoluti.
3 - che le vittorie sono state appannaggio sia degli uomini che delle donne. Tra queste ultime citiamo Mirella Pronesti e Barbara Muzzioli.
4 - che le vittorie sono maturate con frequenza costante durante tutto l'arco di vita della Fiamma Yamato (dal 1955 al 1987).
Per tornare ora alla squadra campione d'Italia del 1967, essa era formata dai seguenti atleti, in ordine di categorie di peso:
Cesare Salustri, Luciano Di Palma, Enrico Guadagni, Ferdinando Tavolucci, Mauro Favorini.
A mio avviso questo traguardo agonistico è da considerarsi unico nel suo genere. A soli 12 anni dalla sua fondazione, una piccola Società con scarsi mezzi riuscì ad imporsi in campo nazionale prevalendo su società come le Fiamme Oro Nettuno (Polizia di Stato) che poteva reclutare i più forti judoisti italiani o sul Jigoro Kano di Milano che aveva mezzi tecnici ed economici di gran lunga superiori ai nostri.
Senza contare poi tutti i vantaggi politici di cui queste squadre potevano avvantaggiarsi. Basti pensare che, in quel tempo, buona parte degli arbitri appartenevano proprio alle Fiamme Oro Nettuno. Chiunque abbia gareggiato in quel periodo con i colori della Fiamma Yamato "sa bene" cosa intendo dire.
Purtroppo, di questa grande squadra, Mauro Favorini ci ha lasciato, mentre non è stato possibile rintracciare l'indirizzo di Enrico Guadagni per informarlo del presente avvenimento.
La loro assenza fisica non è però un problema per coloro che li hanno conosciuti: per noi essi sono comunque presenti.
A questa squadra noi dedichiamo questa serata e tributiamo un caldo e lungo applauso .... a testimonianza del fatto che, nonostante le ingiurie del tempo e della vita, non ci siamo scordati della loro impresa.
Questo è lo SPIRITO che lega tutti gli ex-atleti della FIAMMA YAMATO e che fa di noi una GRANDE FAMIGLIA.
Prima di concludere vorrei tributare un plauso particolare al Maestro Cesare Salustri per il suo attaccamento ai colori Sociali. Iscrittosi all'inizio del 1957, egli è rimasto legato alla Società prima come atleta e successivamente come Maestro fino alla chiusura della Società stessa. Credo che sia l'unico tesserato che possa vantare una anzianità così lunga nella Società (circa 30 anni).
Ringraziandovi per l'attenzione auguro ancora a tutti voi una piacevole serata.
