Parlando di cinture, ricordo che quando arrivai esse non erano colorate. Esisteva solo la cintura nera con delle tacche colorate che indicavano il grado. Per il Sifu, infatti, "La cintura serve solo a reggere i pantaloni".
Per insegnare, fu costretto a prendere la cintura colorata e prese la "classica" nera. Ricordo ancora il giorno che, prima di iniziare l'allenamento ci disse (sempre con il suo italiano strimpellante e, a testa china, con le mani dietro la schiena andando avanti ed indietro): "Per insegnare sono stato costretto a prendere questa cintura. Sappiate che per prendere un colore della vostra cintura, voi dovrete sudare molto. Quando vi sentirete pronti per la cintura nera, vorrà dire che vi sentirete alla mia altezza e, quindi, se la vorrete dovrete sfidarmi. Allora io vi ucciderò". Seguendo questa filosofia, ogni tanto, il Sifu prendeva uno fra noi e "ci giocava", specialmente se aveva commesso qualcosa che non doveva fare. Più l'allievo era bravo e più il Sifu diventava bravo cambiando le posizioni. L'ho visto cambiare la posizione solo una volta per poi sferrare un Gin Toi (calcio circolare) ad una velocità della luce, tanto da far uscire la mandibola del poveretto. Subito dopo, con solo due dita, gliela rimise a posto.