Tra i ricordi indelebili rimane la disciplina ed il rispetto che si doveva avere sia fuori che durante gli allenamenti. Tutto doveva essere imparato in lingua cantonese: le mosse, le azioni, i numeri stessi delle flessioni e delle altre conte. Prima dell'entrata del Sifu ci esercitavamo riscaldandoci sul tatami ma, appena sentivamo il suo arrivo, scendevamo tutti e ci disponevamo ordinatamente in riga. Il Sifu saliva quindi sul tatami, faceva l'inchino, a cui replicavamo "WAI" (a posto) avanzando di un passo sul tatami stesso. Dopo l'appello allungava la mano dicendo "CAI'" (in linea).
Gli allenamenti iniziavano con la corsa, poi c'erano le flessioni, gli addominali singoli, gli addominali a coppia e così via. La prima ora, in conclusione, era interamente dedicata all'allenamento fisico, il tempo restante alla tecnica.
Già la tecnica. La cosa che amavo del sue stile era la sua praticità e potenza. Lo stile era denominato Lan Kiun Pak Toi (Pugno del Sud e Calcio del Nord). Arrivati al grado di cintura Verde, bisognava scegliere se specializzarsi sullo stile Lan Kiun (Pugni) o su quello Pak Toi (Calci).
Quando si raggiungeva il grado di cintura Arancione, il Sifu dedicava mesi interi dell'allenamento ad insegnarci molte altre discipline di combattimento quali: la Box, il Judo, la lotta Greco-Romana, il Karate. Per ciascuna di esse ci si allenava per circa un mese. Il motto del Sifu, infatti, era: "Se voi incontrerete un judoka, per esempio, conoscerete la sua tecnica... mentre lui non conoscerà la vostra". Debbo dire che aveva perfettamente ragione visto che io, "piccola" cintura arancione, utilizzando lo stile del Sifu e le tecniche di Judo apprese in quel mese, sconfissi in un incontro amichevole un mio amico cintura nera 1° Dan di Judo. Avreste dovuto vedere la sua faccia!!!