A questo punto il maestro Otani mi propone di rimanere in Giappone e, tramite le sue amicizie, mi avrebbe fatto avere una borsa di studio per studiare la lingua giapponese all'università di Tenri, ancora oggi considerata la fucina dei campioni di judo. Accettai, così il 15 novembre 1964 feci il mio ingresso a Tenri e ritornai studente, inoltre mi si dava la possibilità di migliorare tecnicamente praticando con i migliori judoka del mondo. Al mio arrivo e sbrigate le questioni burocratiche incontrai Sudre, uno studente francese che praticava il judo ma non era assiduo negli allenamenti. Mi diede alcune indicazioni e mi disse di abitare nella sua stanza, una costruzione in stile europeo, dove il letto era rialzato ma non aveva il tradizionale materasso, bensì il tatami. Accettai di buon grado. Sul tardo pomeriggio piomba nella stanza il professore di judo Yasuichi Matsumoto seguito da due studenti. Questo maestro era una sorta di gigante data la statura media giapponese dell'epoca. Era alto quasi due metri e pesava sui centotrenta chili! È stato medaglia d'oro ai primi campionati nazionali giapponesi svoltisi nel 1948. Era considerato un mito del judo nipponico e godeva di un rispetto incredibile! Il suo sistema di allenamento considerato il più tradizionale, più faticoso, più estenuante, ma più redditizio. Se uno studente arrivava con il primo dan o quarto dan, dopo quattro anni era quarto dan.
Il maestro Matsumoto aveva una voce baritonale consona alla sua prestanza fisica. Mi fece tradurre che non dovevo stare lì ma andare a vivere nella casa degli studenti componenti la squadra ufficiale di judo. Fece prendere le mie cose dagli studenti e mi portò in una abitazione tradizionale giapponese. Molto bella, immaginate la casa che s'intravede nel film "l'ultimo samurai". I miei nuovi compagni di stanza sono i campioni mondiali Minatoya, Sasahara, Hirao, Kawabata e altri quali Yamanaka (capitano del terzo anno). Appena preso possesso del mio angolo sul tatami uno studente mi fece capire che lui odiava gli stranieri! È stato "molto carino" questo impatto con la squadra campione del Giappone!
Insegnanti erano Yasuichi Matsumoto (9no dan), Hashimoto (8vo dan), mentre gli assistenti erano Park Kim Tae (medaglia d'argento a Tokyo 64 ed attuale professore alla medesima università con il nome di Yamamoto). La sua origine è coreana e per poter svolgere la sua professione nella patria del Sol Levante è stato costretto ad assumere un nome giapponese. Per un breve periodo in qualità di assistente venne assunto Okano (medaglia d'oro alle Olimpiadi di Tokyo, kg. 80).
L'allenamento consisteva nell'alzarsi alle sei tutte le mattine e fatta un po' di ginnastica di riscaldamento, si iniziava la corsa. Arrivati al Tempio Iso no Kami, dopo circa 5 chilometri, si dava luogo a tre scatti su per una salita di circa trecento metri, caricare un compagno sulle spalle e per tre volte trotterellare in salita sulla stessa distanza degli scatti, quindi degli addominali-dorsali stando seduti sul ciglio di un torrente e quindi il rientro a casa. A parole non si direbbe molto, ma provare per credere! Una volta fatta la doccia si provvedeva a pulire il pavimento e le stanze dei più anziani, quindi aiutare ad apparecchiare per il pranzo. Alle ore 8,30 tutti a scuola. Sino alle 12,00. Alle 15 tutti in palestra per l'allenamento. Era severamente proibito assentarsi, ciò significa che chi stava male non poteva allenarsi, doveva andare comunque in palestra; se proprio non ce la faceva gli era proibito uscire dalla propria stanza (4x4), persino per andare in soggiorno a guardare la televisione. Capitò anche al sottoscritto e vi assicuro che è dura passare la giornata in una stanza così piccola, completamente spoglia di qualsiasi arredo o mobilio e con la porta chiusa.
Dall'1 al 10 agosto 1965 fummo ospiti della polizia di Nara, 15 minuti di macchina da Tenri, con i cui atleti si svolsero degli allenamenti. Alla conclusione ebbe luogo il tradizionale campionato. Fui inserito nella squadra ufficiale dell'università (kg. 80) vincendo i miei cinque combattimenti con cinque differenti tecniche e mi classificai al primo posto. Fui naturalmente esultante dalla gioia nel ricevere la medaglia d'oro e miei amici mi fecero una gran festa.
Nel mese di agosto 1965 iniziarono le vacanze estive, quasi tutti gli studenti raggiungevano le proprie famiglie e, quei pochi che restavano era liberi di fare ciò che desideravano. Ricordo che Yamanaka, il capitano del secondo anno, mi invitò a fare un allenamento solitario consistente nel fare uchi-komi nel bosco poco distante. Fu una grande esperienza trovarmi a tu per tu con la natura, nel completo silenzio interrotto dal rumorio provocato dai vari animali abitanti in questa distesa di alberi.
Un altro amico mi invitò al lago di Otsu, in provincia di Kyoto dove gli studenti delle scuole medie svolgevano il tradizionale allenamento estivo Shochugeiko dal 15 al 22 agosto 1965. L'allenamento ebbe la durata di una settimana con il seguente orario: dalle 4 alle 6 del mattino corsa - dalle 16 alle 18 randori e uchi komi.
Nel mese di ottobre 1965 si tenne un incontro a squadre contro la squadra della Toyo Rayon di Kyoto. Io vinsi il mio incontro per ippon. Nello stesso mese si svolse la gara interna tra studenti che serviva a tutti per fare esperienza come presidenti di giuria, tabellonisti e arbitri. Persi i miei due incontri con Minatoya ed Ishi. La gara si ripetè nel mese di novembre e vengo battuto da Ninomiya.
Alla fine di dicembre 1965 inizia l'allenamento speciale invernale Kangeiko per terminare ai primi giorni di gennaio 1966. L'allenamento: 4 del mattino ginnastica di riscaldamento; dalle 5 alle 6 corsa in mezzo alla neve facendo un giro molto largo della cittadina per arrivare al solito tempio Iso no Kami. Lì il professore Matsumoto piazzava la bicicletta sul cavalletto in cima alla salita e vi metteva uno studente a pedalare per illuminare il tratto, questo per evitare che durante gli scatti, dato il buio, qualcuno non facesse il furbo. Tre scatti a gruppi con il maestro che batteva la sua canna di bambù contro la testa dell'ultimo del gruppo! Di seguito il caricare uno sulle spalle e trotterellare su per la china per tre volte, quindi esercizi come piegamenti di braccia, addominali, dorsali ed esercizi vari; dalle ore 6 alle ore 8 in palestra. Si deve sapere che la palestra era una costruzione di legno ed aveva finestre a livello di tatami e quelle più grandi più in alto; tutte venivano aperte e vi assicuro che il freddo era pungente! Il tatami tradizionale di stuoia diventava rigido e quando si effettuava una caduta era dolorosissimo. Ci faceva effettuare dei saltelli sul telo della ginnastica attrezzistica e poi il circum training, alla fine uchi-komi a volontà! Alle otto di nuovo di corsa a casa per il bagno dove il più giovane doveva insaponare la schiena al più anziano, poi toccava ai più giovani fare il bagno. Fare le pulizie delle stanze, la colazione e....finalmente il riposo.
Ricordo che assieme a me vi erano due stranieri; Ros (inglese) e Klein (olandese), quest'ultimo era di passaggio. Non avevamo voglia di fare questo duro allenamento e così trovammo una scusa per farci esentare. Prima della partenza andammo dal professore Matsumoto e gli spiegammo che essendo cattolici a Natale ci era vietato fare dell'attività per poter santificare la festa! Ci costrinse a stare in testa al gruppo per tutta la durata della corsa! Fu proprio una bella idea!!
Alcune volte arrivavano a Tenri dei famosi insegnanti per dare delle lezioni su di una data tecnica in piedi o su delle azioni a terra. Tra questi mi ricordo dei maestri Kotani (allora 9no dan), Hosotani (specialista a terra) 9no dan, Daigo (allora 8vo dan) e Osawa (8vo dan).
A gennaio 1966 si fece la tradizionale gara tra studenti ed il capitano del secondo anno, Hirao, mi fece ippon. A febbraio fu Sasahara a farmi ippon.