Carmeni Bruno - 1964: L'Olimpiade di Tokyo

 
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n. 0 - 04/07/2007 - autore B. Carmeni
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Dopo due settimane rientrammo a Tokyo dove il 20 ottobre ebbe inizio la prima Olimpiade di judo. Non posso dimenticare che avevo un grosso problema, il peso. Facevo degli allenamenti estenuanti, andavo a correre, un amico giapponese mi imprestò una sauna trasportabile che usavo ogni giorno. Facevo delle immersioni in acqua bollente e poi mi coprivo con un lenzuolo ed andavo a dormire. Mi ero ridotto a mangiare due "nasci", è un innesto della mela con la pera, alla mattina due a mezzogiorno e due la sera. Malgrado tutto questo ero sempre 68 chili e mezzo!. Non riuscivo a calare quel mezzo chilo! Era diventato la mia ossessione. Devo ricordare che allora il peso ufficiale si effettuava nudi e non vi era nessuna tolleranza. Così la mattina del peso ufficiale mi recai nella stanza del peso alle 6 del mattino. Non c'era nessuno, l'appuntamento era alle 7 e si andava avanti sino alle otto. Mi sedetti, alquanto nervoso attesi l'arrivo dei giudici. Finalmente si aprirono le operazioni di peso ed iscrizione ed io rientrai nei fatidici kg. 68. Fu una liberazione! Tutto contento andai al ristorante del villaggio e mi preparai a mangiare riempiendo il vassoio con due uova al tegamino, due salsicciotti, del burro, della marmellata, del pane e tantissimo succo di frutta.
Quando felice stavo per iniziare a mangiare....mi arrivo uno scappellotto alla nuca! Mi girai era Nicola Tempesta che rimproverandomi fece sparire tutte le cibarie, tranne la marmellata, il burro ed un pezzo di pane. Lo guardai incredulo e avvilito. Lo avrei azzannato volentieri!

Nella mia categoria di peso (kg. 68) erano iscritti 32 atleti. Fu deciso di formare delle pool di tre atleti. Battei Chan (Taipei) per decisione, il francese Lesturgeon mi batté per decisione. Qui è necessaria una spiegazione: il tatami non prevedeva la riga o fascia rossa, ma era leggermente rialzato quindi la zona di protezione era al di sotto del livello dell'area di combattimento! Se l'avversario veniva proiettato dall'interno all'esterno dell'area citata l'azione non veniva ritenuta valida e neanche presa in considerazione come un'azione di vantaggio. Io proiettai esternamente con o-soto-gari il francese, ma nessun vantaggio mi venne attribuito. Su di una mia azione di sasae-tsuri-komi-ashi mi afferrò la caviglia ed io andai seduto. Chi legge non troverà nulla da eccepire, ma si deve pensare al regolamento di allora che non prevedeva nessun vantaggio per azioni simili a questa da me subita. Contavano solo i wazari e gli ippon, null'altro.

Nell'incontro successivo Chan batté Lesturgeon per decisione. Sembrava logico rifare la pool, ma per uno strano regolamento, che nessuno si prese la briga di spiegarci (chissà dove erano i nostri dirigenti!?), era previsto e preso in considerazione quello che oggi consideriamo "un forte attacco", l'antesiniano del koka, quindi io venni eliminato. Ripeterono l'incontro Chan-Lesturgeon; vinse il primo per decisione. Così colui che uscì dalla pool, considerato il meno accreditato dei tre, perse in dieci secondi l'incontro ed entrò nei primi otto classificati di questa categoria di peso entrando nella storia del judo del suo paese.

La cosa sorprendente è che Stefano Gamba fu chiamato a salire sul tatami per combattere, ma il Segretario Generale non glielo permise, così Gamba fu dichiarato sconfitto per abbandono!?!

Nel frattempo a Roma il Presidente del CONI, Giulio Onesti, consegnava al presidente del Club, a mio nome, la Medaglia di Bronzo al Valore Atletico.

Terminate le gare viene organizzata una squadra composta da atleti di varie nazioni definita "resto del Mondo" che doveva affrontare delle squadre giapponesi in varie città. Mi inserirono in questa formazione ed iniziai a viaggiare per questa nazione. Il 26 ottobre gareggiai nella città di Amagasaki (una sconfitta per ippon ed una per decisione); il 27 ottobre a Tenri (sconfitto per wazari); il 29 ottobre a Fukuoka (vinsi la medaglia d'oro); il 30 ottobre a Nagoya (sconfitto per decisione); il 01 novembre a Sendai (parità).
Referenze
  1. Carmeni Bruno (1974) "Albo d'Oro dell'attività di Judo - 1955-1966"; Documento Privato; Distribuzione riservata
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