CARMENI CONFERMA SUPERFLUA
La riunione di Bologna del 31 Gennaio 1964, se di riunione si può parlare e non di selezione, ha veduto il trionfo del P.O. Bruno Carmeni. Il romano si è imposto al torinese Stefano Gamba con un ippon ed al milanese Giorgio Facchini con due ippon ed un waza-ari. Come uomini che amiamo il giusto ed il vero, c'è da essere soddisfatti del risultato conseguito dell'atleta della Fiamma Yamato.
Avevamo scritto che, attualmente, in Italia non v'è un leggero migliore del Carmeni ed avevamo spiegato le ragioni sulle quali fondavamo la fiducia nel romano: Bologna le ha confermate. Le parole sono state avvalorate dai fatti e ci auguriamo che questi fatti facciano riflettere un po' i responsabili delle cose federali.
Carmeni è un atleta serio, che si è preparato con coscienza (lo si può incontrare di buon'ora all'EUR, a fare footing che nessuno gli ha imposto, correre in tuta i suoi sei o sette chilometri, senza sollecitare plausi, con la modestia che veramente si addice ad un atleta maiuscolo), non teme avversari e sa, a dispetto di tutto o di tutti, imporsi con i suoi risultati.
Per sminuire queste sue qualità non basta far saltare fuori dalla manica segreta, judoisti che in effetti non sono mai stati alla sua altezza, né creargli situazioni difficili.
Si è voluta combinare la riunione di Bologna per dirimere i dubbi ci hanno detto; ebbene Carmeni ha dimostrato che non ve ne sono, che ha diritto d'andare sia a Mosca, per l'incontro internazionale che si dovrà disputare colà, sia a Tokyo per le Olimpiadi. Vorremmo che alla sua stregua, anche altri atleti che spesso si adagiano sugli allori, si dessero da fare e che la FIAP si dimostrasse con loro altrettanto scrupolosa come verso il romano.
Questi fatti stanno ancora una volta a dimostrare che si impone una riqualificazione degli organi dirigenziali poiché quando si giunge a prendere delle cantonate come quella che si è presa con il Carmeni, che in tutti i modi si è tentato di sminuire al punto da mettere in dubbio tutto il suo passato sportivo, si dimostra chiaramente di non essere all'altezza della situazione.
Corriere dello Sport - Rubrica "Judo Club".
Articolo firmato da Augusto Ceracchini.