Questa sezione è dedicata a quegli atleti che hanno fatto la "STORIA" della Fiamma Yamato.
Essi hanno rappresentato, nel pur numeroso novero degli atleti importanti della Società, il punto di "eccellenza" che ha contribuito a propagandare l'immagine della Fiamma Yamato sia in campo nazionale che internazionale.
Li citiamo in stretto ordine alfabetico:
- 1 - Carmeni Bruno
- 2 - Carmeni Tullio
- 3 - Di Palma Luciano
- 4 - Favorini Mauro
- 5 - Guadagni Enrico
- 6 - Pronesti Mirella
- 7 - Salustri Cesare
- 8 - Tavolucci Ferdinando
- 9 - Vecchi Mario
In particolare, i fratelli Carmeni, Di Palma, Favorini, Guadagni, Salustri e Tavolucci, hanno caratterizzato il periodo più glorioso della Fiamma Yamato, quello che copre i suoi primi 13 anni di vita (1955-1967).
Questo periodo può essere idealmente assimilato alla mitica "Età dell'Oro" degli antichi, a significare uno splendore passato mai più raggiungibile.
Infatti, a partire dal 1957-58 (3 titoli italiani di Enrico Guadagni) questi atleti, con una serie di vittorie, hanno proiettato la Società ai vertici nazionali arrivando a coronare questa continua escalation con la conquista della medaglia d'argento di Bruno Carmeni ai Campionati Europei di Ginevra (1963), alla sua partecipazione alla prima Olimpiade del Judo a Tokyo (1964) e con la conquista del Campionato Italiano a Squadre (1967).
Per valutare nella giusta ottica tali imprese è necessario considerare le condizioni e l'ambiente in cui questi risultati sono stati raggiunti. La Società, in questo periodo, non disponeva di grandi mezzi, gli atleti erano dilettanti "veri", la palestra era ubicata in uno scantinato (ex carbonaia) di pochi metri quadri (Via Tasso 39 - Roma).
La chiave del successo va certamente ricercata nel grande temperamento, nella dedizione e nelle capacità, non solo di questi atleti ma anche di quanti hanno contribuito a creare il "Grande Spirito" della Fiamma Yamato. In primo luogo il suo fondatore e presidente Giusto Panichelli, poi i maestri che si sono succeduti (Porceddu V., Paci E., Volpi V., Carmeni T., Kikugawa S.) ed infine tutti quegli atleti che, pur non raggiungendo i traguardi dei campioni menzionati, hanno costituito il "Grande Cuore" della Società.
Oggi Bruno Carmeni (8vo Dan) è uno dei personaggi più rappresentativi del Judo Italiano nel Mondo; Tullio Carmeni (7mo Dan) e Cesare Salustri (7mo Dan) rappresentano quanto di meglio c'è nel panorama dei Maestri di Judo; Ferdinando Tavolucci (7mo Dan) ricopre importanti mansioni in Federazione; Mirella Pronesti continua a gareggiare nei "Master" (1ma ai Campionati Mondiali di Toronto-2005 e di Praga-2006); Mario Vecchi è un arbitro internazionale; Luciano Di Palma ed Enrico Guadagni hanno lasciato il mondo del Judo; Mauro Favorini non c'è più.
A loro è affidato l'onere e l'onore di trasmettere, ovunque si trovino, i "Valori" di coloro che hanno creato il "Grande Spirito" della Fiamma Yamato.