Via Tasso 39: Episodi di Vita - Trofeo Eden-Lugano

 
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n. 0 - 27/11/2007 - autore B. Giovannini
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1965/10/18 - Trofeo Internazionale a Squadre "EDEN" di Lugano
1965/10/18 - Trofeo Internazionale Individuale "Città di Lugano"

Partiamo un sabato mattina con due tre macchine alla volta di Lugano, pronti a partecipare al trofeo Eden organizzato da un omonimo, elegante albergo di quella città. Partecipanti una settantina di atleti di tutta Europa, il fior fiore del judo continentale. Noi siamo in cinque a partecipare alla gara individuale che si svolge senza categorie di peso.
Favorini, Giovannini, Di Palma , Salustri, Guadagni.
Siamo fortemente svantaggiati in quanto solo Guadagni e Favorini superano di poco gli ottanta chili e gli altri sono tutti sotto i settanta. Ma Kikugawa è raggiante, dice che le gare senza peso sono un onore per i partecipanti più leggeri e rappresentano la tradizione del Giappone. Ovviamente siamo tutti d'accordo.
Arriviamo in albergo la sera del sabato e siamo colpiti da tanta eleganza. L'Eden è un vero gioiello, con una Hall imponente e delle stanze comode e luminose. Troviamo vassoi di frutta e persino tavolette di un'ottima cioccolata......per una volta che non abbiamo problemi di peso val la pena di approfittarne.
La sera a cena vi è un via vai di bella gente e di atleti..... cominciamo a prendere contatto visivo con quelli più robusti, che per la verità o per suggestione ci sembrano più numerosi del solito. Kikugawa è stranamente allegro e mostra come al solito un appetito formidabile, se fosse per lui la gara si farebbe subito senza perdere tempo.

Naturalmente tutto è rinviato al giorno dopo... prima la gara a squadre fino a cintura marrone con un solo fuori quota (Di Palma) e poi la gara open delle cinture nere. Perdiamo male contro il Jigoro Kano di Milano, un po' per merito degli avversari, un po' per sfortuna avendo un infortunato e mancando come al solito di un peso massimo.
Sembra che la giornata non cominci sotto i migliori auspici........ viene chiamato Salustri e arriva di corsa dagli spogliatoi, mentre il suo avversario è già pronto. Il Barone sale sul tatami, saluta poi alza gli occhi e si trova davanti contro i suoi 63 kg un peso massimo di oltre 120 kg.... viene messo a terra e immobilizatto senza scampo. Stessa sorte per Giovannini, che al limite dei 70 kg incontra un atleta alto un metro e novanta, del peso di circa 110 kg.

Ma Di Palma e Favorini cominciano a macinare avversari. Di Palma vendica Giovannini con un ippon spettacolare e Favorini scardina un paio di avversari senza sforzo apparente. Alle semifinali Di Palma e Favorini debbono necessariamente incontrarsi e solo dopo un tempo supplementare Favorini va in finale..... l'ordine di scuderia sarebbe quello di far prevalere il più pesante, ma alla Fiamma Yamato questo è l'unico ordine che nessuno accetterebbe, tanto meno Di Palma che a perdere proprio non ci riesce.

Siamo alla finale.... l'avversario di Favorini è un ungherese massiccio ben oltre i 100 kg. Noi stiamo tutti intorno al tatami vicino a Panichelli che non sa più che cosa fare per fumare e a Kikugawa che vorrebbe salire lui a regolare l'incontro. Nel centro della sala, al tavolo della giuria troneggia una coppa di straordinaria bellezza.

L' incontro è veramente duro..... Favorini è prudente ed evita il combattimento a terra cercando di dare all'incontro un ritmo veloce.. le azioni sono incalzanti in un silenzio quasi irreale, dove persino gli incitamenti sembrano turbare la sacralità di un judo così bello. Poi finalmente Favorini piazza il suo tsuri komi goshi e un boato risuona nella sala....lo portiamo in trionfo, pacche sulla spalla e schiaffi sul collo.

La sera siamo di nuovo a cena nell'Hotel, sul nostro tavolo la coppa del vincitore fa bella mostra di sè e vi è una processione di belle signore che viene a congratularsi con il vincitore. Panichelli è raggiante, Kikugawa una volta tanto è persino gentile con i visitatori. Tutti si congratulano e ci danno appuntamento per il giorno dopo per festeggiare la grande Fiamma Yamato..... non sanno che noi siamo in partenza e che appena mangiato ci metteremo sulla strada del ritorno.

Per la cronaca, dopo Como trovammo una nebbia da paura e impiegammo tutta la notte per arrivare a Roma, con Favorini al volante per fortuna ancora eccitato dalla vittoria. Ovviamente, una doccia e poi direttamente al lavoro.... a chi volete che importasse delle nostre fatiche, delle nostre vittorie, della nostra passione.

Da destra: Luciano di Palma, Cesare Salustri, il Maestro Sojiro Kikugawa, Bruno Giovannini, Enrico Guadagni.
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