Finisce in carcere per amore del Judo!
La ventiduenne Anna Rita Bisterzo di Campoverde (Latina) è stata tratta in arresto per ordine del pretore per essersi fatta rilasciare certificati medici per malattia ideologicamente falsi allo scopo di partecipare a gare di Judo, così da configurare anche un danno a carico del calzificio del Mezzogiorno di cui è dipendente.
Queste righe si riferiscono ad un articolo apparso su un giornale romano tanti anni addietro.
Che nesso ha questo articolo con la Fiamma Yamato?
Diversi atleti nazionali della Fiamma Yamato, in verità, hanno rischiato di subire la stessa sorte.
Gli atleti lavoratori convocati alle selezioni e successivamente partecipanti alle competizioni internazionali, infatti, chiedevano invano permessi non retribuiti ai loro datori di lavoro.
Pur utilizzando le ferie, essi non riuscivano a coprire più di una gara tra allenamento collegiale (15 giorni), trasferta e competizione (5/6 giorni).
In un anno però essi venivano convocati per diverse gare internazionali.
Purtroppo anche gli interventi della nostra Federazione presso le aziende erano del tutto inutili.
Il ricorso ai certificati medici era dunque una prassi normalmente seguita, data l'impossibilità di trovare vie ufficiali che permettessero a dilettanti "veri" di coronare i loro sacrifici e la loro dedizione con la chiamata in nazionale.
Immaginate la serenità di questi volenterosi atleti durante le loro prestazioni sul tatami.
Gareggiare con il timore di essere denunciati e di perdere il posto di lavoro qualora qualche TV li avesse ripresi o qualche quotidiano avesse riportato i loro nomi.
Fortunatamente tutti i nostri atleti nazionali sono riusciti a superare indenni questo increscioso problema.