Dopo soli tre mesi dalle dimissioni dell'allenatore, la lotta greco-romana fu definitivamente abbandonata e nei locali di Via Corvisieri fu praticato soltanto il Judo.
Ciò portò maggiore serenità nell'ambiente tanto che i praticanti della sezione Judo resero sempre di più.
Ben presto si prese parte all'attività agonistica della FIAP, quella che oggi si chiama FIJLKAM, e nessuno al mondo poteva immaginare che da quel gruppo striminzito di inesperti stavano nascendo atleti di Judo di livello Nazionale e Internazionale!
Il nome "Bruno Bertocco" era stato inizialmente incluso nella denominazione sociale in memoria di un eroe della seconda guerra mondiale. Esso venne abbandonato quando ci fu il trasferimento a Via Tasso e la denominazione sociale assunta fu quella definitiva di "Società Sportiva Judo Fiamma Yamato". Il nome Yamato era stato scelto per dare un volto più marziale alla nostra organizzazione. Esso era quello antico del Giappone e ricordava anche l'omonima corazzata giapponese.
I primi collaboratori di Giusto Panichelli, quelli che erano stati coinvolti dalla contagiosa passione del Presidente, sono stati:
- Giulio Maceratini, allora studente universitario, che era molto vicino alle idee del Presidente sostenendolo spesso durante il travagliato periodo iniziale. Dopo qualche tempo dovette lasciare per dedicarsi completamente allo studio e all'attività politica.
- Mario Guattari, l'amministratore, che fu poco incline ad aiutare il nostro sodalizio sportivo senza averne un ritorno economico. Spesso fu blandito da Panichelli che invano cercò di coinvolgerlo maggiormente dandogli delle cariche nell'ambito sociale e prospettandogli programmi a lunga scadenza. Mario Guattari fu sempre irremovibile davanti alle richieste economiche, affermando che il suo interessamento alla Società Sportiva sarebbe cambiato se Panichelli avesse lasciato la direzione della Società nelle sue mani.
- L'avvocato Aldo Basile, Vice-Presidente della Fiamma Yamato, che era una persona molto affabile e disponibile. Aiutò in modo concreto Giusto Panichelli ma l'interessamento dell'avvocato rimase isolato e lontano dal nostro ambiente sportivo.
- Il consigliere Francesco Paolo D'Auria, anche lui studente universitario, che collaborò nella fase iniziale della Società per un paio di anni, ma non frequentò assiduamente per motivi di studio.
- Tullio Carmeni, atleta-segretario-tutto fare, che fu impiegato da Giusto Panichelli in tutte le occasioni ove fosse stato necessario, ben conoscendo la sua disponibilità e la sua generosità.
In effetti, se le cose presero una giusta piega, lo si dovette soprattutto all'energia inesauribile del Presidente Giusto Panichelli ed alla passione giovanile di Tullio Carmeni.