Nel 1955, nel seminterrato del grande condominio di Via Corvisieri n. 20, il signor Giusto Panichelli, che era allora il segretario della sezione Nomentano-Italia del M.S.I., durante una ordinaria riunione politica propose ai suoi consiglieri la possibilità di intraprendere una attività sportiva che fosse completamente autonoma dalla politica ma gestita all'interno della sezione stessa.
L' argomento generò pareri contrapposti per i seguenti motivi: quale disciplina sportiva praticare in due piccoli locali privi di acqua corrente? E poi, come non far pesare i costi di gestione di questa attività sulle scarne finanze della sezione?
Probabilmente il Segretario Panichelli lanciò la proposta per individuare all'interno dei suoi consiglieri qualche volontario che lo volesse aiutare in questa impresa. Effettivamente, alcuni erano propensi ad accettare la proposta al fine di avere nella sezione anche un motivo di svago e non soltanto quello di fare politica. Una parte, dunque, si schierò con Panichelli. Una minoranza, invece, fece una forte opposizione, giustificandola con il fatto che la sezione era nata per fare solo e solamente della politica.
La maggioranza, guidata da Giusto Panichelli, fece allora una accurata selezione delle eventuali attività sportive da praticare. Come prima opzione fu scelta l'atletica leggera in quanto vi erano un paio di ragazzi promettenti che avevano già praticato questo sport ed uno dei consiglieri, Francesco Paolo D'Auria, avendo dichiarato di aver avuto esperienze in questo settore, aveva dato la propria disponibilità per una collaborazione tecnica.
Alcuni giovani della sezione, tra questi Tullio Carmeni, iniziarono gli allenamenti sotto la supervisione del socio Francesco Paolo D'Auria e, non avendo un campo sportivo nelle vicinanze su cui allenarsi, furono costretti a prepararsi all'aperto nei pressi della zona che ora ha preso il nome di Ponte Lanciani. A quei tempi l'area era soltanto un terreno incolto e abbandonato. Alcuni di noi parteciparono quindi a delle competizioni ufficiali alle Terme di Caracalla.
Tra costoro vi fu Tullio Carmeni che, alla sua prima esperienza, fu incluso in una batteria dei 400 metri. Alla partenza Tullio si portò subito in testa, interpretando la corsa come un percorso da 100-200 metri, tanto che alcuni componenti della batteria si spaventarono per questo atteggiamento offensivo e, durante la corsa, gli chiesero di ridurre la velocità. Tullio non volle accettare l'invito e a metà percorso imparò a sue spese il motivo di quella richiesta. Arrivò infatti ultimo!!! Quella, per Tullio, fu la prima e l'ultima gara ufficiale di atletica alla quale prese parte.