Il 6/7 luglio 2009 io e mia moglie, Aida, siamo stati a Montevideo (Uruguay).
Questo paese si trova in una situazione economica non piacevole (consiglio a chi avesse intenzione di visitare la maggioranza dei paesi del Sud America di fare molta attenzione e di non uscire dopo una certa ora serale, le rapine sono all'ordine del giorno).
Abbiamo incontrato il mio amico Jorge De Leon (professore di psicomotricità e di judo) il quale mi ha fissato un appuntamento con i dirigenti del Comitato Olimpico Uruguayano. Si è parlato del sistema judoistico nazionale e da questo colloquio si è arrivati alla conclusione che la federazione di judo locale trova sostegno su di una sola persona. Ho cercato invano di mettermi in contatto con il presidente federale ma dopo ripetute telefonate ho dovuto desistere.
L'amico Jorge De Leon si è prodigato per organizzare una riunione tecnica e alla fine è riuscito nell'intento.
Una decina di persone in tutto si sono radunate al Centro Cristobal Colon e guidati dal professore William Bouza abbiamo avuto uno scambio di opinioni sulla metodologia d'insegnamento e successivamente si è svolto l'allenamento tecnico.
Devo dire che le strutture sportive non sono in buono stato e la scarsa igiene dei locali lo ha dimostrato completamente; mi sembrava di essere tornato indietro nel tempo, cioè negli anni '50 in Italia la maggioranza delle palestre di judo non profumavano proprio d'incenso!
Dopo questa riunione tecnica e l'allenamento conclusosi alle 23,30 circa abbiamo fatto ritorno in albergo per preparare i bagagli e l'indomani (8 luglio) prendere l'aereo per Santiago del Cile.
Nella foto in allegato la targa che mi è stata donata.
