"MANICA" UN PO' STRETTA PER I NOSTRI JUDOISTI AGLI EUROPEI DI OSTENDA DEL 1969
In un campionato nero per i nostri colori Bruno Carmeni sfiora la grande affermazione
Rivista "Atletica Pesante" n. 21 del 31/05/1969
La "manica" andava un po' strettina agli italiani.
L'avventura dei Campionati Europei Seniores svoltasi ad Ostenda dal 13 al 19 Maggio si è conclusa. Le somme questa volta non sono state eclatanti ed esaltanti come le volte scorse. I motivi sono vari, ma principalmente dobbiamo dire che i nostri Seniores ancora non hanno tutti capito il nuovo spirito che gli organi tecnici, su direttive federali, si affannano a ispirare. Cosa fare dunque se non cambiare radicalmente l'intera squadra? Quando non si crede nelle proprie possibilità, quando ci si danna l'anima con mille sacrifici, come hanno fatto questi ragazzi dal giorno del ritiro collegiale, e quindi si entra sul tappeto completamente sfiduciati, allora per i dirigenti non c'è che una alternativa: cambiare radicalmente l'ossatura della squadra.
Il Campionato 1969 apriva le ostilità sportive con la gara a squadre. Dodici nazioni prendevano parte alla competizione. Ha vinto la squadra più omogenea e più sperimentata, già vincitrice dei Campionati Europei romani: la Germania Ovest.
Le gare individuali - Dopo la giornata congressuale riprendevano le gare con le categorie dei medi, dei medio massimi e massimi. L'Italia era presente in due categorie: nei medi con Galimberti e Tavolucci e nei massimi con Archetti.
Galimberti doveva vedersela con il tedesco dell'Est Smirat e Tavolucci con l'olandese Snijders entrambi di fama internazionale. Tavolucci deconcentrato e pieno di complessi, affrontava Snijders non nelle migliori condizioni psico-fisiche. Dopo alcuni secondi l'olandese piazzava il suo "uchimata" a sinistra ottenendo un "waza-ari". Tavolucci incitato dai bordi si decideva ad attaccare, ma purtroppo otteneva una bella proiezione di "ashiguruma" fuori dall'area di combattimento. Questo spunto non ridava fiducia all'italiano che subiva un netto "osotogari" al limite (per la cronaca molti hanno ritenuto che il piede dell'olandese fosse poggiato fuori del limite durante l'azione, ma l'arbitro non era dell'avviso e convalidava). Tavolucci ripescato non si presentava adducendo dolori inguinali accusati durante il combattimento precedente. Così finiva l'avventua dei nostri ragazzi in questa categoria che vedeva primeggiare il russo Bondarenko, che dominava tutti mercè la sua carica agonistica notevolissima e piena di ritmo. Secondo si classificava Smirat, che era stato ripescato, così come lo era stato Bondarenko.
Carmeni vicino alla medaglia - Il giorno seguente erano di scena i leggeri, dove l'Italia allineava Isolini e Tommasi, i medio leggeri dove Di Palma e Carmeni Bruno difendevano i colori azzurri e gli assoluti con i nostri Archetti e Pizzolon.
Grandi erano le nostre speranze nella categoria dei medio leggeri poiché Di Palma e Carmeni Bruno erano gli uomini di avanguardia della squadra italiana. Ma, mentre il Carmeni s'è trovato nel sorteggio chiuso in una botte di ferro dagli avversari, il Di Palma poteva sfruttare, forse l‘unica occasione della sua vita sportiva, di arrivare in zona medaglia facilmente. Carmeni, al primo incontro, veniva battuto per leva al braccio da colui che doveva poi vincere la categoria, il sovietico Rudman. Questo russo, dotato di una tecnica piuttosto grezza ma molto incisiva e veloce, faceva il vuoto alle sue spalle, cosicché dava la possibilità al nostro Carmeni di essere recuperato. Nel suo primo incontro di recupero un minuto e mezzo bastava all'azzurro per fargli battere il francese Guichard, nella seconda fase, e si compromettevano tutte le nostre possibilità, Carmeni affrontava il belga Mersman, come da ordine di scuderia, a ritmo indiavolato e sostenutissimo: l'italiano schiantava il belga ed a terra lo prendeva magnificamente in soffocamento. L'arbitro interrompeva l'azione, non ascoltando nemmeno il reclamo di un giudice d'angolo che ravvisava gli estremi dell'ippon", cosicché Carmeni doveva ricominciare tutto daccapo e superava l'avversario al termine dei 6 minuti. Neanche il tempo di respirare, che già era richiamato sulla materassina per l'incontro decisivo con il polacco Zaikoski. L'azzurro stanco e svuotato di ogni energia fisica, subiva gli attacchi dell'avversario e perdeva per decisione. E' un vero peccato perché senza alcun dubbio il Carmeni se non fosse stato sottoposto al duro sforzo dell'incontro fatto precedentemente, poteva accedere alle finali e dare quel grosso risultato che segretamente speravamo e che da tre mesi ci eravamo preparati a conquistare.
Di Palma, come al solito nervosissimo, complessato e con il solito difetto che lo distingue in tutte le gare, ha affrontato il tedesco dell'Est Hendel a ritmo sostenuto ottenendo subito un waza-ari di "okuriashibarai" poi, come nebbia al sole, questa sua grinta si è dissolta, si è disunito ed ha subito prima un waza-ari di "ouchigari" e poi si è fatto sballottare per tutta l'area di combattimento, perdendo così per decisione. Il tedesco dell'Est non era un grande nome e così, al suo secondo incontro, veniva spazzato via dalla gara. Conquistava il titolo, come detto, il russo Rudman, che nei suoi 6 incontri otteneva altrettante vittorie con l'"udeishigijujigatame"; ottimo secondo il polacco Zaikoski, mentre le piazze d'onore erano divise tra il francese Vial e il polacco Kur.
Bilancio dunque niente affatto positivo ma che ha dato ai tecnici preposti una chiara indicazione, dopo gli esami dei Campionati d'Europa, di quale tempera siano gli uomini che potranno dare un sicuro avvenire sportivo ai prossimi Campionati Mondiali e Olimpiadi, alla nazionale Azzurra di Judo.
Fig. 1. La Nazionale Azzurra ai Campionati Europei di Ostenda (Belgio). Da sinistra: Galimberti Libero, Archetti Luciano, Tommasi Giuseppe, Isolini Luciano, Tavolucci Ferdinando (S.S. Judo Fiamma Yamato Roma) (nascosto da Isolini), Addamiani Silvano (Direttore Tecnico della Nazionale), Di Palma Luciano (S.S. Judo Fiamma Yamato Roma), Pizzolon Adriano, Carmeni Bruno (Judo Club Busen Bassano del Grappa), Tempesta Nicola (Allenatore della Nazionale).