JUDO
LA FIAMMA YAMATO MERITEVOLE DELLO SCUDETTO
Una grossa sorpresa si è verificata quest'anno nel campionato italiano società di judo. I pronostici che davano vincente per la seconda volta la squadra delle Fiamme Oro di Nettuno sono stati smentiti sonoramente.
Nella prima giornata si era avuto una grossa sorpresa: il pareggio che la squadra milanese del Jigoro Kano aveva imposto in casa alla squadra di Zanchetta. Ma questo poteva essere considerato un incidente che sempre può capitare all'inizio di un campionato a lunga durata ed a girone con incontro di andata e ritorno. Però nella stessa giornata una indicazione non trascurabile ci veniva dalla chiara affermazione della Fiamma Yamato di Roma a Milano contro il Kodokan. La squadra romana allenata dal maestro Kikugawa mostrava una certa solidità in tutti ì suoi elementi, da Salustri a Di Palma, da Guadagni a Favorini.
La seconda giornata rafforzava la buona impressione destata a Milano dalla squadra diretta da Panichelli. Essa infatti andava a pareggiare in casa dei campioni (si noti che quello doveva poi essere l'unico incontro pari della Fiamma Yamato, perchè successivamente doveva vincere sempre in casa e fuori).
Alla terza giornata, dopo l'interruzione per lo svolgimento dei campionati europei a Roma, la Fiamma Yamato ottiene la seconda sua vittoria esterna a Torino contro il Sugiyama. Solo il campione d'Italia Cappelli riesce a dare un'unica vittoria alla squadra torinese, tutte e gli altri quattro incontri vengono vinti in modo inequivocabile per ippon o decisione netta dai Quattro "moschettieri" della Fiamma, Salustri, Di Palma, Tavolucci e Favorini.
Da notare che nella squadra romana mancava Guadagni che può senza alcun dubbio essere considerato uno dei pilastri della solida formazione che attualmente guida il campionato di società di judo e che ben difficilmente si farà sfuggire la buona occasione.
Vittoria su vittoria hanno accompagnato la marcia della squadra romana che definiamo la rivelazione del campionato 1967. Una società che si è dimostrata meritevole dello scudetto andando a vincere in casa dell'avversario diretto, o almeno del più blasonato, quello dei campioni d'Italia. E' in quell'incontro di Anzio che la squadra romana ha dimostrato di meritarsi il ruolo di successore dei campioni d'Italia. In quell'incontro delle Fiamme Oro Nettuno solo il massimo Zanchetta si è distinto battendo per ippon il pur bravo Favorini. Mentre Guerriero era protagonista di una sconfitta di strettissima misura col medio-massimo Tavolucci rivelatosi un judoista intelligente e già maturo agonisticamente.
Sulla soglia del termine del campionato la Fiamma Yamato è arrivata con tutte le credenziali per fregiarsi dello scudetto. Il campionato ha avuto nella squadra romana la migliore protagonista che ha ravvivato ed interessato le vicende del torneo per quanto riguarda il primato.
Così come le due squadre milanesi e la squadra torinese del Sugiyama hanno tenuto desta l'attenzione sulla lotta per la salvezza. Lotta nella quale con tutta probabilità vedrà soccombere la squadra torinese. Ed in verità anche in coda la classifica è stato specchio fedele dei valori in campo. Perchè era giusto che si salvasse un Jigoro Kano che da pretendente alle prime posizioni si era trovata sull'orlo della Serie B, così come le ultime esibizioni del Kodokan ponevano su un buon livello la squadra diretta dal maestro Tadashi Koikè.
A concludere, ci è doveroso segnalare qualche pecca di questo campionato società di judo che elenchiamo nell'ordine: a) facili ed inutili rinvii da parte della FIAP (vedi quelli concessi per partecipare al torneo di Linz); b) il non rispetto da parte di alcune società, col compiacente accordo degli arbitri, dell'orario di inizio, talvolta anticipato di un'ora; c) l'applicazione dell'incontro pari che frena non poco la volontà agonistica ed in modo particolare della squadra, che si trovi in vantaggio dopo il primo o secondo incontro.
FELICE PALASCIANO