Conclusa la stagione judoisticaIL JIGORO KANO CAMPIONE D'ITALIA A SQUADRE 1958Hajime Napoli, FF.OO. Piacenza e Fiamma Yamato ai posti d'onoreBelle gare quelle alle quali abbiamo assistito domenica scorsa al Palazzetto dello Sport, belle e interessanti, veloci, combattute e ciò che più conta, tali da supplire ai vari inconvenienti che la formula (eliminazione diretta) veniva via presentando. Otto squadre ai nastri e subito la prima grana, il sorteggio mette contro, nei quarti di finale, due favoritissime: l'Hajime di Napoli e le FF.OO. di Nettuno. Tempesta, capitano dei partenopei, non sente ragioni e presenta un reclamo chiedendo che si segua il criterio delle "teste di serie"; il reclamo non viene accolto (non vogliamo commentare la decisione ) ma è un fatto che questo sistema della indiscriminata eliminazione diretta va contro il buon senso sportivo e falsa risultati e classifiche. Ciò promesso, una lode incondizionata vada ai vincitori di questa edizione 1958 dei Campionati a Squadre: i milanesi del Jigoro Kano. Essi hanno pienamente meritato il successo, convincente sotto tutti gli aspetti e hanno fatto chiaramente vedere cosa i maestri Koiké e Kurokawa hanno prodotto in due anni di lavoro; Fiocchi Luigi che ha vinto regolarmente con perfetti quanto micidiali soffocamenti, Peloso Giancarlo, tecnico del seoi-nage ed il gigantesco Venturelli Remo sono stati i migliori della squadra meneghina.
La seconda classificata, l'Hajime di Napoli ha presentato il solito "incontenibile" Nicola Tempesta.
Chi, più di tutti ed in maniera sorprendente, ha contrastato il passo ai napoletani, è stata la Judo
Fiamma Yamato (giunta quarta): cinque leggeri ed un medio, questa la formazione di fortuna messa in campo eppure ad un certo punto sembrò che la squadra allenata da
Volpi Vinicio potesse giungere alla finalissima. Fu un sogno che le prestazioni dei due "massimi" (
Bartoli Roberto kg. 67 e
Monti Alfredo kg. 73) non poterono realizzare; ma abbiamo ancora davanti agli occhi la tecnica e l'intelligenza agonistica di
Enrico Guadagni che ha combattuto da par suo nonostante una mano in disordine, la disperata e commovente irruenza di
Luzzi Rodolfo, la prova di
Carmeni Tullio che è stata un gioiello di tecnica e di vero Judo e la coraggiosa condotta di gara di
Carmeni Bruno,
Bartoli e
Monti, autore questo ultimo di un drammatico incontro di spareggio con il massimo delle FF.OO di Piacenza, nel quale l'atleta della Fiamma ha dovuto subire un certo numero di durezze, non sempre accompagnate dal crisma della sportività.
Lo abbiamo detto e lo ripetiamo, sono state gare piacevoli e di buon livello agonistico; una cosa è poi forse stata determinante: l'arbitraggio, mai come domenica scorsa assolutamente inappuntabile. La ragione di ciò è facilmente riconoscibile nella presenza dei fuoriclasse nipponici Abé (7° Dan), Kewahashi (6° Dan) e Ken Otani (6° Dan) ma anche Cuzzocrea, Genolini e Gaddi hanno intelligentemente svolto il loro compito.
Uno spettacolo a parte, infine, svoltosi nel più assoluto silenzio del pubblico conquistato dalla maestria dei campioni giapponesi Abé e Otani, quello rappresentato dal "Kime-no-kata", schema fisso di difesa a terra ed in piedi, dai colpi di pugnale e di spada. Spettacolo veramente indimenticabile in cui tutta la forza di una tradizione emerge nelle forme pure dell'arte e si esprime come una danza ed è invece qualcosa di più: è rito, è preghiera.
DETTAGLI RIPORTATI IN ALTRE SCHEDE (cliccare sulla riga di interesse)- Album dei Ricordi 2...=> Carmeni Tullio...=> Anno 1958...=> Camp. Ital. Squadre 13LugFig. 1 - La squadra della Fiamma Yamato (da sinistra): Guadagni Enrico, Luzzi Rodolfo, Carmeni Bruno, Carmeni Tullio, Bartoli Roberto, Monti Alfredo.
Fig. 2 - Il gruppo della Fiamma Yamato (da sinistra): il Maestro Volpi Vinicio, Monti Alfredo, Bartoli Roberto, Carmeni Tullio, Carmeni Bruno, Luzzi Rodolfo, Guadagni Enrico, il Presidente Panichelli Giusto.