FIAMMA YAMATO ROMA SCUOLA DI CAMPIONI
da trentanni in attività
Il club è stato fondato nel 1955 da un gruppo di appassionati di arti marziali. Attualmente la società è presieduta da Gianni Sardella, ex-atleta. Lo sforzo della Yamato è quello di tornare presto ai vertici nazionali.
I numeri della Fiamma Yamato Roma
Sede: Via Pinerolo 19, Roma
Presidente: dott. Gianni Sardella
Fondazione: 21 aprile 1955
Sport praticati: judo, kung-fu, ginnastica
Iscrizione annuale: L. 60.000 (arti marziali e ginnastica ritmica)
Quota mensile: L. 50.000 (arti marziali); L. 45.000 (ginnastica generale); L. 45.000 (ginnastica ritmica); L. 40.000 (ginnastica generale)
«UNITI per progredire insieme». Uno dei padri fondatori del judo, evidentemente depositario di molte verità su cui si basa oggi la maggior parte delle arti marziali praticate nel mondo, poneva questo semplice motto alla base dei propri insegnamenti.
La stessa massima, riveduta e corretta, debitamente adattata alla realtà del 2000 dopo Cristo, è uno degli elementi trainanti della Società Fiamma Yamato Roma. Fondata nel 1955 da un gruppo di appassionati di arti marziali, judo in particolare, capeggiati da Giusto Panichelli, la Società Yamato è una delle più antiche della capitale. Scomparso poco meno di un anno fa Panichelli, la direzione della società è stata presa dal dott. Gianni Sardella, che sta continuando con profitto la strada tracciata dal predecessore.
Sardella, 42 anni, riveste numerose cariche a livello nazionale nel mondo delle arti marziali. Ex atleta - alle sue
spalle ben dodici anni di kung-fu - Sardella ora è funzionario dell'Ente Ferrovie dello Stato, ma tutte le sue attenzioni si rivolgono, con grande dispendio di tempo (e non solo di tempo) verso la società. Ogni pomeriggio è in palestra, a Via Pinerolo nei pressi di San Giovanni, per «progredire».
La sua politica, svolta sia all'interno della società Yamato sia ai vertici nazionali delle arti marziali (è tra l'altro anche presidente della Commissione Arti Marziali del Centro Nazionale Sportivo Fiamma), è una sola: divulgare questi sport, soprattutto quelli che ancora non possono godere di una affiliazione con qualche Federazione sportiva del Coni. «Non sono a favore del frazionamento del gruppo di queste discipline, ma sono favorevole alla promozione globale definitiva delle stesse, perché tutte ottengano un riconoscimento ufficiale».
La «lotta» del dott. Sardella, lotta basata sui risultati che può vantare con i ragazzi della sua società, ha basi lontane: circa 34 anni. Il 21 aprile del 1955, infatti, Giusto Panichelli, un parigino appassionato di arti marziali poneva la prima pietra della nuova società Fiamma Yamato. La sede della neonata associazione era a Via Tasso, sempre dalle parti di San Giovanni. Piccola e angusta («Non ci si poteva nemmeno entrare» ricorda senza eccessiva nostalgia il dott. Sardella) la sede gloriosa di Via Tasso veniva soppiantata circa venti anni fa da quella attuale di Via Pinerolo. Due palestre, una di 400 mq e una di 200 mq. più una saletta con gli strumenti per il body-building per integrare la preparazione fisica degli atleti che frequentano la società: sono questi i mezzi di cui dispone oggi la Fiamma Yamato.
«Siamo in continua evoluzione - dichiara però Sardella - ogni mia azione è tesa al miglioramento delle condizioni della sede».
Come detto, i padri della società privilegiavano il judo. Con il passare degli anni, i muri delle palestre hanno visto però esibizioni anche di kendo, aikido (per periodi molto limitati), e di karate. Uno dei «punti d'onore» della società presieduta dal dott. Sardella è sempre stato quello di cercare il meglio in circolazione in materia di maestri: «Sarebbe stato anche semplice chiamare ad insegnare persone non all'altezza. I ragazzi sarebbero venuti lo stesso ad allenarsi, almeno per il primo periodo. Invece noi preferiamo, nei casi in cui in circolazione non sia possibile trovare dei veri maestri orientali, rinunciare ad impartire le lezioni di determinate discipline».
Al judo, punto di forza della Yamato, si è affiancato il Kung-fu. Il maestro di judo è un 52enne giapponese, vecchia conoscenza del judo italiano, visto che una ventina di anni fa portò la rappresentativa italiana a livelli internazionali. Dopo aver trascorso un periodo in patria Sojiro Kikugawa (è questo il nome del «santone») è tornato a Roma e si è rimesso al lavoro a Via Pinerolo, con risultati subito apprezzabilissimi. Dal Giappone alla Cina. Nel Kung Fu infatti, il maestro è originario di Canton, ha 35 anni e si chiama Choo Kang Sing. È da tredici anni nel nostro Paese ad insegnare la sua dottrina sportiva.
Malgrado la predisposizione naturale alla divulgazione delle arti marziali, il dott. Sardella ha aperto la porta della «sua» palestra anche alla ginnastica, ritmica e generale. Ad impartire le lezioni sono demandati due insegnanti dell'Isef.
Con una «offerta» simile, la domanda non poteva che essere più che soddisfacente: «Abbiamo al momento attuale circa 300-310 atleti, ma il numero varia sensibilmente secondo il periodo dell'anno». In passato la società Fiamma Yamato ha regalato grandi campioni al movimento sportivo nazionale, e Sardella ne ricorda qualcuno: «Di Palma, Carmeni, Salustri, e poi Mario Vecchi che prese parte anche ad una Olimpiade...».
I ricordi belli di trenta anni di attività, prima agonistica poi dirigenziale affondano anche nei momenti difficili, inevitabili.
«Inevitabili soprattutto per le società come la nostra, senza fini di lucro. Problemi di fondi da reperire per i costi di gestione degli impianti, per pagare i maestri... Ma con tutto ciò non abbiamo mai venduto un prodotto che non fosse di assoluta qualità e i ragazzi che hanno frequentato le nostre palestre se ne sono resi conto subito».
Impegno continuo per dare il massimo, altro motto del dott. Sardella, ma anche la pretesa che da parte degli allievi ci fosse un impegno costante. «Il ragazzo che viene oggi in palestra chiede di lavorare con serietà. Da noi viene accontentato, perché non troverà mai un ambiente disposto a tollerare o sprechi di tempo o attività che con lo sport hanno poco a che fare. Lo sport da noi è educazione, ricreazione, agonismo, selezione. Chi non accetta questa nostra regola base non potrà mai essere dei nostri».
Dopo la scomparsa del fondatore della Società, il dott. Sardella ha continuato con assiduità la politica di rafforzamento del proprio «parco atleti»: «Stiamo lavorando per riportare il nostro gruppo di judo ai livelli di vertice di qualche anno fa. Nel kung-fu, anche se la disciplina non ha ancora ottenuto il riconoscimento del Coni, abbiamo ugualmente ottimi atleti di livello internazionale, certamente pronti per gli impegni che li attendono in Italia e all'estero durante questa stagione. Per quanto riguarda la ginnastica ritmica preferiamo prima costituire un buon gruppo. Non vogliamo partecipare alle gare se non siamo sicuri di fare una buona figura».
Se la società ha «solo» 34 anni, il suo nome risale alla notte dei tempi: secondo fonti attendibili le Fiamme Yamato erano le guardie dell'Imperatore giapponese chiamate così forse perché originarie della regione dello Yamato, in Giappone. Chi sa dare del le notizie più precise è pregato di farsi avanti.
Nella pagina accanto, una foto (Foto 1) tratta dall'album dei ricordi della società, È il 27 gennaio 1957, la palestra è quella del Borgo Prati dove si svolsero i campionati laziali di judo [Nota dell'Autore del Web. Da sinistra in piedi: Enrico Guadagni, Il Maestro Vinicio Volpi, Il Presidente Giusto Panichelli, Tullio Carmeni. In ginocchio: Bruno Carmeni, Giovanni Franco, Ugo Baldoni]. Qui a fianco (Foto 2), una premiazione del 1986 con Barbara Muzzioli. Sotto (Foto 3), il presidente del sodalizio, Gianni Sardella.
Dalla Rivista "Primato"
Articolo a firma di Pietro Fiori
