Il socio Sotgia Francesco frequentava assiduamente gli allenamenti ed era stato incluso nel gruppo degli agonisti pur avendo dei problemi psico-motori.
Ad ogni sua partecipazione all'attività agonistica seguiva una regolare sconfitta.
Un giorno fornì però una prestazione superiore alle aspettative e, in una tecnica di controllo a terra, riuscì ad ottenere l'ippon.
L'arbitro dette la vittoria a Sotgiu e aspettò che i due contendenti riprendessero la loro posizione eretta per il saluto finale.
Francesco preso dalla tensione non udì l'avvertimento dell'arbitro e continuò a tenere stretto il suo avversario a terra, il quale ripetutamente lo informò della fine del combattimento.
Non c'era nulla da fare. L'arbitro dovette avvicinarsi e sbloccare Francesco dall'immobilizzazione. A quel punto lasciò la presa ma non riuscì ad alzarsi, rimase a terra e per la gioia della prima e ultima vittoria svenne.
Nella foto, da sinistra: Rossetti, Tullio Carmeni e Francesco Sotgia.