Via Tasso 39: I Maestri

 
Livello num.
  1. Storia della Società
  2. 1957-68: Via Tasso 39
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Revisione
n. 0 - 15/06/2007 - autore T. Carmeni
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All'inizio, a Via Tasso n.39, gli allenamenti furono diretti dal Maestro Vinicio Volpi che, con la sua carica agonistica, trasmetteva nella maniera più idonea lo stimolo della vittoria. Certamente la sua esperienza nella lotta a terra non era all'altezza di quella in piedi ma ciò non impedì a diversi nostri atleti di raggiungere eccellenti livelli di conoscenza del katame-waza. La collaborazione tecnica del Maestro Vinicio Volpi terminò ai primi del 1958 e con lui lasciò la Fiamma Yamato una colonna della palestra: Luzzi Rodolfo, il quale si trasferì con il cognato Vinicio Volpi a Centocelle presso i Sette Samurai.

Per tutto il 1958 la conduzione tecnica venne presa temporaneamente dalla nuova cintura nera Elio Paci.
Sul tatami Elio Paci, per il suo carattere eccessivamente amichevole con gli allievi, non riuscì mai a farsi valere, anche se la sua passione di trasmettere conoscenze judoistiche non venne mai meno.

Nel 1959 arrivò a prestare la sua opera tecnica il Maestro Ken Otani e con lui sul tatami i miglioramenti si fecero sentire immediatamente, tanto che in breve tempo arrivarono eclatanti risultati agonistici a tutti i livelli. I miglioramenti tecnici ed agonistici degli atleti della Fiamma Yamato durante la presenza tecnica del Maestro Ken Otani furono così vistosi che in poco tempo la fama della Società si diffuse su tutto il territorio nazionale. Tutte le altre Società ci temevano e le nostre vittorie sembravano cose di ordinaria amministrazione. In realtà in quasi tutte le competizioni alle quali gli atleti della Fiamma Yamato partecipavano arrivavano immancabilmente alla vittoria od a piazzamenti di prestigio.
Sul tatami, durante gli allenamenti, talvolta qualche atleta si illudeva di poter sopraffare il Maestro Ken Otani in piedi od a terra, sperando nella sua stanchezza, perché tutti sapevano che, prima di venire da noi, aveva già sostenuto un duro allenamento nella palestra delle FF.OO di Nettuno. La sua posizione eretta, la sua velocità e la sua intelligenza tecnica lo portavano immancabilmente a frustrare tutte le nostre intenzioni e quasi sempre finiva per giocare con tutti noi senza mai lasciarci un piccolo spiraglio per arrivare all'ambito risultato.

Tullio Carmeni accompagnava spesso il Maestro Ken Otani a casa con la sua Vespa Piaggio, precisamente a Piazza Benedetto Cairoli. Le visite dei fratelli Carmeni a casa del Maestro Ken Otani erano sempre più frequenti, tanto che Bruno riuscì a convincere la moglie Ruriko ad insegnargli un pò di lingua giapponese, cosa che gli fu molto utile per la trasferta delle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Qualche volta andavano a trovarlo anche altri atleti della Società e in quelle occasioni si fece conoscenza del tè verde giapponese (senza zucchero!) che per tutti noi era allora una bevanda misteriosa.

Nel 1963 il Maestro Ken Otani condusse in palestra un giapponese, allora sconosciuto in Italia, allo scopo di prepararci in modo più adeguato all'arte del combattimento. Questo giapponese, di nome Sojiro Kikugawa, era un 4to Dan di Judo proveniente dalla Francia dove aveva trascorso un soggiorno turistico ed era interessato a visitare anche l'Italia. Le prime esibizioni in palestra di questo judoista di appena 60 kg. avevano impressionato tutti i praticanti della Fiamma Yamato! Nessuno riusciva a resistere ai suoi ultra rapidi deashibarai, uchimata-makikomi e ouchigari, per non parlare poi degli strangolamenti. Tutti coloro che avessero avuto la sventura di subirli avevano l'unica possibilità di far finta di svenire per terminare il supplizio: la resa, infatti, non era contemplata nel personale codice di lottatore del Maestro Kikugawa!
Se durante i vari Randori, che potevano durare cinque-dieci minuti, qualcuno avesse tentato di resistere alle sue proiezioni, aveva l'amara sorpresa di trovarsi in un combattimento senza più limiti di tempo e di "quartiere". Il combattimento poteva terminare solo e soltanto dopo che l'allievo era stato ben ben strapazzato oppure, qualche volta, era un infortunio a por fine allo stesso. Il fatto è ben ricordato da Luciano Di Palma e da diversi altri praticanti particolarmente ostinati e restii alla resa. Con il tempo il Maestro Ken Otani lasciò completamente la direzione tecnica della Fiamma Yamato e, nel 1964, lo sostituì di fatto il Maestro Sojiro Kikugawa.
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